Candelo 13 giugno, Cinema Verdi :: “Nel mondo grande e terribile”

culture,immagini&video&musiche,Laboratorio sociale 10 giugno 2017 | 0 Comments

A 80 ANNI DALLA SCOMPARSA DI ANTONIO GRAMSCI

MARTEDI’ 13 GIUGNO 2017

Al CINEMA VERDI di CANDELO, alle ore 20,30

ORGANIZZATO DAL PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA

 APERITIVO CONDIVISO E A SEGUIRE

LA PROIEZIONE DEL FILM:

NEL MONDO GRANDE E TERRIBILE

Un film sulla vita e il pensiero di ANTONIO GRAMSCI

di DANIELE MAGGIONI, LAURA PERINI e MARIA GRAZIA PERRIA

CON L’INTRODUZIONE DELLE REGISTE
LAURA PERINI
MARIA GRAZIA PERRIA
e del Prof. MARCO SANSOE’

COORDINA LUCIETTA BELLOMO SEGRETARIA PROVINCIALE P.R.C.

“Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Partito della Rifondazione Comunista
Via Bertodano 7, 13900 Biella
www.rifondazione.it
EMAIL: rifondazione@prcbiella.191.it
Facebook: rifondazione biella

 

IL FILM. “Nel mondo grande e terribile”, il saluto e la sfida di Gramsci dal carcere

In una lettera alla moglie Julca del 30 giugno 1924, Antonio Gramsci la immaginava mentre la accompagnava “fino alla grande strada attraverso la foresta”, lasciandola poi andare da sola con il suo carico da viandante verso il “mondo grande e terribile. Una scena carica di inquietudine, in cui si percepisce un’angoscia devastante che viene amplificata dalle mura livide del carcere di Turi, dove l’intellettuale sardo fu rinchiuso dal governo fascista nel 1928 per: attività cospirativa, istigazione alla guerra civile, apologia di reato e incitamento all’odio di classe. “Per vent’anni dobbiamo impedire a questo cervello di funzionare”, così tuonò il pubblico ministero Isgrò durante la requisitoria finale; pertanto le sbarre di una cella non dovevano essere solo un limite fisico, ma soprattutto culturale. Ma non fu così, perché quella mente continuò a vivere, come atto di sfida e di ribellione a quel regime attraverso lettere e quaderni. Da quelle righe prende corpo “Nel mondo grande e terribile” di Daniele Maggioni, Laura Perrini e Maria Grazia Perria che nel titolo riprende la chiusa finale della lettera a Julca per addentrarsi non tanto in una cronaca degli anni di prigionia di Gramsci, ma nella rappresentazione del suo pensiero con l’intento di restituirne la complessità esistenziale e politica.
Per fare ciò, i registi ricreano una struttura a più livelli che si intersecano fra loro in una serie di rimandi reciproci, mentre sullo sfondo lo spazio viene volutamente annullato sino ad astrarsi, tanto da trasformare l’immagine in una sorta di quinta teatrale immobile in cui i personaggi si muovono in maniera orizzontale dando l’impressione allo spettatore di osservare non tanto un film vero e proprio ma una sua messa in scena filmata. Gli unici movimenti percettibili sono degli improvvisi allargamenti o restringimenti di campo che che simulano gli stati d’animo di Gramsci, interpretato in maniera mimetica da Corrado Giannetti. Così le singole tappe, o fasi, della carcerazione si inanellano una dietro l’altra: dai rapporti con il secondino di Serramanna, alle discussioni con Gustavo Trombetti impersonato da Fausto Siddi, sino agli incontri con la cognata Tatiana – Anita Kravos – che gli fa da tramite con il mondo esterno e gli dà notizie dei figli e della moglie in Russia. In mezzo si aprono squarci sospesi nel tempo in cui compare Gramsci bambino, i suoi genitori, la sorella Teresina, l’infanzia in povertà ad Ales, ma anche gli anni torinesi nella redazione di Ordine Nuovo e gli echi della lotta che in Unione Sovietica vede fronteggiare su fronti opposti Stalin e Trotskij con il tramonto della rivoluzione socialista mondiale, resi attraverso la figura spettrale di Nikolaj Bucharin.

Paradossalmente “Nel mondo grande e terribile” ci restituisce la parabola di un uomo che mano a mano si consuma e si sfinisce nel fisico in maniera diametralmente opposta alla sua mente che, invece, rimane sempre vigile, attiva, perennemente in movimento. Ed è per questo che le scene finali vedono al centro Trombetti, l’operaio che assiste Antonio Gramsci nei suoi ultimi giorni prima del trasferimento in sanatorio, dal quale non farà più ritorno. Sarà lui, infatti, a nascondere i quaderni all’interno di un baule, in mezzo ai vestiti, per evitare che vengano trovati, salvando così sino a noi quei pensieri e quelle riflessioni che si voleva far tacere per sempre. “Verso le sei del mattino, quando ancora fuori era buio pesto, Antonio scucì dal cappotto di carcerato la matricola che aveva portato per cinque anni e me la lasciò come suo ricordo. Lo fecero montare su una carrozza, una giardiniera, gli misi accanto la sua valigia, ci abbracciammo e la carrozza partì, inghiottita dall’oscurità. Piansi come da tempo non avevo pianto”.
Francesco Bellu
Foto di Carola Baccialle

SCHEDA
“Nel mondo grande e terribile” regia di Daniele Maggioni, Laura Perrini e Maria Grazia Perria. Con: Corrado Giannetti, Fausto Siddi, Anita Kravos.
Produzione: Tore Cubeddu con il contributo di Regione, Comune di Cagliari e Fondazione Sardegna Film Commission, Istituto Gramsci, Sardegna Teatro, Casa Natale Antonio Gramsci di Ales, Cineteca Sarda di Cagliari, Eja Tv e Casa Museo di Antonio Gramsci di Ghilarza.
Sardinia Post Magazine, 21/3/201

 

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