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Nel biellese quasi 200 lavoratori della scuola in meno nell’anno scolastico 2010-11.

// settembre 1st, 2010 // No Comments » // culture, lavori&precarietà, movimenti&reti&territorio, news, uscire dalla politica

Qui l’anno scolastico 2010-2011 apre con quasi 200 lavoratori in meno.  Come una grande azienda tessile biellese che chiude. 

Non solo giovani precari ma anche vecchi precari.  Anziani bidelli cinquantenni, emigrati dal sud, che non sono mai entrati in ruolo, insegnanti che sono precari da 10 anni perché non si fanno più i concorsi.  200 circa di questi ora sono semplicemente disoccupati!

Lo Stato, per dare il buon esempio, ha istituito da sempre il più flessibile dei sistemi di reclutamento, prima ancora che si parlasse di flessibilità: assume a settembre per licenziare a giugno, non paga le ferie, azzera qualsiasi anzianità e scatto di stipendio, non garantisce alcuna continuità didattica, non garantisce passaggi di ruolo.

Lo Stato “fondato sul lavoro” tradisce da sempre i principi costituzionali.

La vecchia scuola, serbatoio di voti democristiani, si riconferma luogo di saccheggio politico e culturale: vecchi e falsi privilegi si confondono con il più vergognoso sfruttamento. 

La propaganda riformatrice del Governo attuale (quale riforma?) ha consolidato un processo che, volta per volta, ha assunto la faccia clientelare o aziendalistica, mantenendo intatta la mancanza totale di rispetto per il lavoro, minando così alle fondamenta la qualità dell’offerta formativa. 

Questo Governo ha deciso che sulla scuola si poteva, doveva, risparmiare, forse risparmierà, ma gettando la scuola in un baratro dal quale non uscirà più.

Proprio ora, con un mercato del lavoro sempre più precario, flessibile e in crisi, la scuola dovrebbe svolgere un ruolo di orientamento culturale e professionale per collocare nuove forze giovani nella costruzione concreta della società contemporanea, proprio ora la scuola invece dismette la sua  funzione e… diventerà un parcheggio a basso costo per lo Stato ma altissimo per l’intera comunità.

La società deve ribellarsi.  I costi di questa deriva si pagheranno, un po’ alla volta, per anni e saranno altissimi: disoccupazione, scarsa professionalità, disagio giovanile, insicurezza, abbassamento dei livelli culturali, …saranno le emergenze, che stiamo già vivendo, con le quali dovremo fare i conti per molti, molti anni.

La società nel suo insieme deve farsi carico di questa situazione di fronte alla crisi della politica e dei partiti.  

Non solo “ribellarsi è giusto” ma oggi più che mai è necessario, i soggetti sociali: studenti, genitori e lavoratori della scuola sono chiamati tutti ad impedire questa deriva e a costruire “un’altra scuola possibile”.

 marco sansoè

Libera prepara il suo programma di lavoro 2010-2011.

// settembre 1st, 2010 // No Comments » // movimenti&reti&territorio, news

LIBERA BIELLA A BOSE – SABATO 4 SETTEMBRE 2010

 PROPOSTA DI PROGRAMMAZIONE ATTIVITA’ 2010 – 2011

Partiamo dall’ultima cosa fatta: La marcia silenziosa contro la legge bavaglio. Iniziativa, fatta il 19 luglio scorso, sostenuta da molte associazioni, ma promossa e organizzata soprattutto da NO MAFIE (NMF) e da LIBERA BIELLA. Molti i dubbi e le perplessità, ma è andata bene

Due settimane prima, all’Oremo il 5 luglio, il Presidio Springer Azoti aveva condiviso un obiettivo.

IL SENSO DELL’APPARTENENZA – UN OBIETIVO FONDAMENTALE

E’ importante, si realizza, in determinate scadenze, ritrovandoci insieme e in tanti.

PRIMA SCADENZA – INCONTRO DI AVVIO – COMUNITA’ DI BOSE – SABATO 4 SETTEMBRE

Da tre anni è il momento di programmazione per l’anno sociale. Quest’anno, proprio per dare il giusto risalto alla nascita del Coordinamento provinciale di LIBERA BIELLA nel quale andranno a confluire il Presidio S.A. e l’Associazione NMF, l’incontro si divide in due momenti:

- al mattino : Presidio e Associazione NMF;

- al pomeriggio: Presidio e tutte le Associazioni iscritte a Libera (compreso chi sta per …)

Sappiamo che, per vari motivi, durante l’anno non tutti riescono a partecipare agli incontri ed alle iniziative di LIBERA BIELLA. Di sicuro contarci “sulla linea di partenza” AIUTA TUTTI.

Aiuta quelli che non riescono a seguirci sempre: conoscono il programma di Libera Biella. Aiuta quelli che si impegnano tutto l’anno: sanno di non essere soli. 

SECONDA SCADENZA – GIORNATA DELLA MEMORIA – 21 MARZO 2011 – POTENZA    Raduno annuale del popolo di Libera che, l’anno prossimo, si svolgerà a Potenza;

TERZA SCADENZA – INCONTRO DI CHIUSURA – GIUGNO / LUGLIO 2011     Considerazioni finali e bilancio del lavoro svolto durante l’anno

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Fatta questa premessa elenco alcuni punti che andremo ad esaminare nell’arco della giornata.

 FORMAZIONE:

- La tutela della legalità nel territorio biellese (autunno 2010) .   Alla luce del tentativo d’infiltrazione della ‘ndrangheta a Biella, documentato questa estate da LIBERA BIELLA con 6 comunicati sull’operazione “il crimine”, è inutile sottolineare l’importanza dell’incontro con il Colonnello della Guardia di Finanza Salvatore Barca. L’incontro, che affronterà anche altri temi legati all’antimafia, avverrà presso la Sala Convegni della Fondazione Biver Banca (Via Gramsci) venerdì 22 oppure venerdì 29 ottobre 2010 alle h. 21.00. (data da confermare).

- 150° dell’Unità d’Italia (inverno 2010).   Il fenomeno mafioso a partire dalla metà dell’800. Incontro seminariale curato da Marco Sansoè;

- Coniugare impegno e diritto alla felicità (inverno 2010).   Libere riflessioni sul tema con Aldo Sola;

- Diritti Umani (inverno 2010).      Presentazione del libro “Mostri” con Rosario Esposito La Rossa (d’intesa con Libera Vercelli)

- The dark side of the Moon: il “fuori scena” del potere (primavera 2011).   Proposta di Formazione di “Presidio Springer Azoti”.

- La Carta Costituzionale (primavera 2011).     Presentazione del libro “Di sana e robusta Costituzione” con Carlo Alberto Dalla Chiesa;

- Cinema e mafia (primavera 2011).    Ciclo di filmati sul fenomeno mafioso da effettuarsi nelle scuole che aderiscono a LIBERA.

Fra gli incontri sopra indicati alcuni potranno svilupparsi attraverso una o due giornate di formazione una autunnale (10-12 dicembre) e una primaverile (data da definire). E’ una formazione interna, condivisibile, volendo, con altri Presidi/Coordinamenti di Libera Piemonte.

PROMOZIONE / SENSIBILIZZAZIONE

  Il Coordinamento di Libera Biella nascerà, a Torino alla Fabbrica delle “e”   sabato 18 settembre: è importante assicurare un’ampia partecipazione.   

In occasione della costituzione del Coordinamento Provinciale di Libera Biella, del quale peraltro dovremo individuare un referente territoriale, si propongono momenti di lavoro e sensibilizzazione.

- Incontro con Don Ciotti.     Serata d’incontro con la cittadinanza con la partecipazione Don Luigi Ciotti (data da definire);

- Usura.     Approfondimento del tema con Don Marcello Cozzi, Vice Presidente di Libera, con la prospettiva di un lavoro sul territorio.

- Concerto con i Modena City Ramblers.         Valutazione sulla possibilità di svolgere, il prossimo inverno, un concerto a Biella con i M.C.R.

- Servizo Integrato promosso dal CSV.   Incontro nelle scuole con la partecipazione di Antonina Azoti (PA)

- Spazio WEB.      adeguamento del sito Web di No Mafie al nascente Coordinamento e promozione del materiale foto/video tramite le piattaforma facebook (foto) e youtube (video) creando profili ufficiali.

INFO

- Chi controlla la palla - Il calcio tra truffe e interessi economici. Proposta di lavoro di G.F. Penna (ACLI)

- Volontariato - Mensa della Condivisione – proposta per alcune giornate di servizio

- Rotonda -/ Camminan cambiando – il punto della situazione;

- Fondazione Biverbanca – incontro per illustrazione nostri progetti

- ANPI - due date condivise: 10 dicembre / 25 aprile

- Convegno “Strumenti sociali contro le mafie” (organizzato dalla Filca Cisl e dal Siulp)

Venerdi 24 settembre 2010 approda a Biella il progetto antimafia S. Francesco. Nasce dal sindacato edili della Filca/Cisl e dal sindacato di Polizia Siulp in Lombardia e Sicilia per prevenire infiltrazioni e atti mafiosi nei lavori dell’Expo 2015 di Milano e del Ponte sullo stretto. Si ispira Nino Caponnetto e Rocco Chinnici costruttori del “pool antimafia”. Si svolgerà alla Fondazione Pistoletto con una tavola rotonda alla quale parteciperanno il Vice Prefetto di Biella Davide Garra, il Questore Mario Mondelli, il segretario dello Siulp di Biella Davide Mauro, il segretario generale Fiulca Piemonte Piero Donnola. Il progetto sarà introdotto da Piero Tarizzo segretario Filca Cisl Biella e illustrato da Alessandro De Lisi.

- “i bambini soldato … tra solidarietà e speranza” (organizzato dall’Ass. il piccolo fiore – Domus Laetitiae) 11/11/10 Comune Verrone;

- Incontro alla vita 2011 – (organizzato dall’Ass. il piccolo fiore – Domus Laetitiae) – maggio 2011 in collaborazione con la Fondazione Internazionale il giardino delle rose blu.

Domenico Cipolat

Il Programma del Festival NoDalMolin 2010

// settembre 1st, 2010 // No Comments » // culture, movimenti&reti&territorio, news

Il Programma del Festival NoDalMolin 2010

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Il programma è ancora provvisorio e in via di definizione: potrebbe subire delle modifiche; ma, soprattutto, saranno aggiunti molti appuntamenti!

Mercoledì 1 settembreore 18.00 INAUGURAZIONEore 21.00 performance
Patrizia Laquidara e Mirco Maistro
al Parco della Pace

Giovedì 2 settembre

ore 18.00 inaugurazione mostra fotografica
Come eravamo
30 anni fa a Vicenza la Marcia della Pace contro l’istallazione dei Cruise a Comiso
Foto di Delfino Sartori e Isanno Nardotto

ore 18.30 dibattito
Il Parco della Pace: un bene comune
tavola rotonda con rappresentanti del movimento vicentino e l’università di Camerino
c/o Spazio Dibattiti “Piazza dell’AltroComune“- Parco delle Fornaci

ore 20.00 presentazione libro
L’acqua è una merce
Con l’autore Luca Martinelli e Valter Bonan
c/o Spazio Libreria – Parco delle Fornaci

ore 21.00 concerto
Morris & the magicals
al Parco delle Fornaci


Venerdì 3 settembre

ore 18.30 dibattito
Danni collaterali: gli effetti della militarizzazione sui territori
con Antonio Mazzeo, Gianni Lannes e Valerio Gennaro
c/o Spazio Dibattiti “Piazza dell’AltroComune” – Parco delle Fornaci

ore 21.00 concerto
Assalti Frontali
al Parco delle Fornaci


Sabato 4 settembre

ore 18.30 dibattito
Quando lo Stato uccide
con Haidi Giuliani, Ilaria Cucchi, Lino Aldrovrandi e Marco rigamo
c/o Spazio Dibattiti “Piazza dell’AltroComune” – Parco delle Fornaci

ore 21.00 concerto
Franziska
al Parco delle Fornaci


Domenica 5 settembre

ore 18.30 dibattito
Rovesciamo lo sport: il calcio non è business ma bene comune

con la partecipazione di Polisportiva San Precario, Venezia United, e Liberi Nantes – coordina Ivan Grozni
c/o Spazio Dibattiti “Piazza dell’AltroComune” – Parco delle Fornaci

ore 21.00 spettacolo teatrale e con
Simone Cristicchi
al Parco delle Fornaci


Lunedì 6 settembre

ore 18.30 Dibattito
Genova, dieci anni dopo
con Gianni Rinaldini, Luca Casarini, e Nicola Frantoianni
c/o Spazio Dibattiti “Piazza dell’AltroComune” – Parco delle Fornaci

ore 20.00 Presentazione libro
Storie di anarchici e di spie. Polizia e politica nell’Italia liberale, di Piero Brunello (Donzelli, 2010).
Sarà presente l’autore.
c/o Spazio libreria

ore 20.00 Concerto aperitivo
Il jazz degli “SSD”. Con David Simonetti (chitarra), Federico Valdemarca (contrabbasso), Stefano Porro (batteria)
Parco delle Fornaci


Martedì 7 settembre

ore 18.00 Presentazione del libro
Il popolo delle pignatte
con l’autore Guido Lanaro
al Parco delle Fornaci

ore 19.30 Presentazione del documentario
Standing Army
con la presenza degli Thomas Fazi
al Parco delle Fornaci

ore 21.00 concerto
Modena City Ramblers
al Parco delle Fornaci


Mercoledì 8 settembre

ore 16.00 incontro con
Don Gallo
al Parco della Pace

ore 19.00 reading poetico-musicale
Viaggio clandestino, di Mirko Donà
Tutto fumo, niente Ariosto, di Toms Ruben
con l’accompagnamento musicale di: Max Fazenda (chitarra elettrica), Maurilio Dal Lago (chitarra elettrica), Enrico Antonello (tromba), Adriano Beghin (cornamusa)
al Parco delle Fornaci

ore 21.00 spettacolo teatrale
Ciranò e il suo invadente naso
con La Piccionaia – I Carrara
al Parco delle Fornaci


Giovedì 9 settembre

ore 18.00 dibattito
Crisi ecologica: riflessioni a più voci verso la conferenza di Cancun
con Luca Tornatore, Guido Viale, Gianfranco Bettin e Luigi Sertorio
c/o Spazio Dibattiti “Piazza dell’AltroComune” – Parco delle Fornaci

ore 20.00 Presentazione del libro
La civiltà del riuso
con l’autore Guido Viale e la cooperativa sociale Insieme
al Parco delle Fornaci


Venerdì 10 settembre

ore 18.00 laboratorio
Il Parco della Pace è un bene comune: progettarlo insieme è possibile?
con Marianella Sclavi
c/o Spazio Dibattiti “Piazza dell’AltroComune
a cura del Gruppo Donne del Presidio NoDalMolin
al Parco delle Fornaci

ore 20.00 Presentazione del libro
Per amore o per forza
con l’autrice Cristina Morini
al Parco delle Fornaci

ore 21.00 concerto
General Levy
al Parco delle Fornaci


Sabato 11 settembre

ore 10.00 assemblea
Incontro nazionale della Rete Italiana Giustizia Ambientale
c/o Spazio Dibattiti “Piazza dell’AltroComune
al Parco delle Fornaci

ore 11.00 assemblea
Assemblea dei bambini con la presenza di Felix Finkbeiner, fondatore del movimento “Plant for the planet”

ore 19.00 Presentazione del fumetto
Global Warming
con l’autore Claudio Calia
al Parco delle Fornaci

ore 21.00 concerto
Luca Bassanese + Banda Osiris + Coro delle Mondine di Bentivoglio
al Parco delle Fornaci


Domenica 12 settembre

ore 15.00-19.00 mostra/mercato
Mercato dei produttori locali e delle autoproduzioni
al Parco della Pace

ore 15.30 laboratorio/incontro con
Io lo so fare
Spiazzi Verdi e Marinella Correggia
al Parco della Pace

ore 18.00 spettacolo teatrale
Orti Insorti
con Elena Guerrini
Biglietto di ingresso non monetario, attraverso il baratto di prodotti della terra
al Parco della Pace

ore 21.00 concerto
Ska j
al Parco della Pace

No TaV. Incontro.

// settembre 1st, 2010 // No Comments » // NO TAV, movimenti&reti&territorio, news

No TaV

Lunedì 06 settembre,    21.00 – 23.00

Chiusa di San Michele
presso la Piazza della Repubblica

Le Amministrazioni Comunali e la Comunità Montana Visto il Progetto Preliminare della TAV Torino-Lione Che prevede un forte impatto sulla Piana delle Chiuse, con enormi infrastrutture e oltre 10 anni di cantierizzazione.

Invitano la popolazione ad una SERATA INFORMATIVA

PER ROMPERE L’ASSEDIO DELLA STRISCIA DI GAZA PIENO APPOGGIO ALLE PROSSIME FLOTTIGLIE E AI PROSSIMI CONVOGLI DIRETTI A GAZA

// agosto 30th, 2010 // No Comments » // Laboratorio sociale, archivio, azione, globalizzazione, movimenti&reti&territorio, news

PER ROMPERE L’ASSEDIO DELLA STRISCIA DI GAZA PIENO APPOGGIO ALLE PROSSIME FLOTTIGLIE E AI PROSSIMI CONVOGLI DIRETTI A GAZA

Il terribile massacro a bordo della Mavi Marmara il 31 maggio ha portato a uncambiamento radicale dell’opinione pubblica internazionale nei confronti dell’assedio disumano del popolo di Gaza.

Lungi dall’aver dissuaso le persone di coscienza dal tentare di porre fine a quell’assedio, l’assalto israeliano contro la Freedom Flotilla sta spingendo un maggior numero di attivisti a portare aiuti umanitari al popolo palestinese e a porre fine al blocco.

Viva Palestina UK ha lanciato “Viva Palestina 5 – a global lifeline to Gaza”, un convoglio via terra, senza precedenti, che partirà da Londra sabato 18 settembre, in collegamento con i convogli che partiranno da Casablanca e da Doha (Qatar), con l’obiettivo di raggiungere Gaza con 500 veicoli di aiuti.

E’ giunto il tempo di rispondere alle atrocità quotidiane dei militari israeliani con un flusso di umanità verso il popolo di Gaza. 

Contemporaneamente l’International Committee to Break the Siege on Gaza sta organizzando la Freedom Flotilla II, una flottiglia più grande della precedente, con l’obiettivo di arrivare a Gaza, a ottobre, nello stesso momento dei convogli.

Il messaggio del popolo assediato di Gaza è forte e chiaro: arrivate numerosi, in modo coordinato e organizzato, via mare e via terra, per consegnare aiuti vitali, per mettere in evidenza la brutalità e la violenza dell’assedio e per porre fine a questa barbara situazione.

Questo è il motivo per il quale il convoglio globale verso il valico di Rafah, che il governo egiziano ha affermato essere “aperto”, una atroce menzogna tra le tante, è così vitale.

Questo è il motivo per il quale la Freedom Flotilla II, a fronte delle molte dichiarazioni di condanna dell’assedio, dopo l’eccidio della Mavi Marmara, che non hanno avuto alcun seguito operativo, è così vitale.

Viva Palestina Italia, su delega di Viva Palestina UK, ha il compito di coordinare la partecipazione italiana al convoglio che partendo da Londra arriverà a Gaza attraverso la Francia, l’Italia, la Grecia, la Turchia, la Siria, la Giordania e l’Egitto.

L’obiettivo ambizioso è di contribuire con almeno 20 veicoli dall’Italia.

Il movimento di solidarietà con la resistenza del popolo palestinese sta assumendo, attraverso tutte queste iniziative, le caratteristiche di autentiche brigate internazionali di attivisti non-violenti. Bisogna rispondere con la forza della ragione politica e la determinazione del dovere morale a chi tenta di criminalizzare quanti hanno partecipato ai convogli e alle flottiglie precedenti e quanti, governi e associazioni umanitarie, li hanno sostenuti.

Noi sottoscritti, consci della gravità della situazione nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, delle discriminazioni alle quali sono soggetti i palestinesi cittadini di Israele, del problema irrisolto dei profughi, esprimiamo tutto il nostro appoggio ai convogli e alle flottiglie che si stanno organizzando in numerosi paesi e anche in Italia.

Noi sottoscritti, consapevoli della complicità attiva con Israele dei governi occidentali, e tra questi del governo italiano, e dei paesi arabi “moderati”, invitiamo, in questo momento di profonda crisi morale, culturale e politica della società italiana, tutte le persone di coscienza, tutte le istituzioni rappresentative, tutte le organizzazioni politiche e sindacali, tutto l’associazionismo, a sostenere, politicamente ed economicamente, queste iniziative affinché venga posta fine ad una delle situazioni più barbare e disumane dei nostri tempi, la costrizione di 1.500.000 palestinesi nel campo di concentramento a cielo aperto della Striscia di Gaza.

La lotta a sostegno dei palestinesi è una lotta in difesa di tutti i popoli oppressi.

E’ una lotta contro il colonialismo occidentale che in Medio Oriente ha manifestato e manifesta tutte le sue forme più odiose e criminali.

E’ una lotta per la dignità umana.

 Chi vuole aderire a questa presa di posizione invii una email a:  vivapalestinaitalia@gmail.com.

 info@ism-italia.orgvivapalestinaitalia@gmail.comwww.ism-italia.orgwww.vivapalestina.org

Manuale per vivere meglio.

// agosto 19th, 2010 // No Comments » // No Nucleare, movimenti&reti&territorio, terra !

Ancora qualche suggerimento, di Guido Viale,  per confrontarci sui temi del risparmio energetico, di nuovi modelli di vita e scelte di governo del territorio.

Nel corso degli ultimi decenni, in quasi tutto il mondo «sviluppato», i redditi da lavoro dipendente hanno subito una riduzione di circa dieci punti percentuali di Pil a favore dei redditi da capitale e dei compensi professionali.

L’aumento delle differenziazioni salariali e la diffusione del precariato ha reso questa redistribuzione ancora più iniqua, moltiplicando la schiera dei senza salario e dei working poor, cioè di coloro che pur lavorando non riescono a raggiungere un reddito sufficiente per vivere decentemente. La crisi ha messo in luce – e continuerà a farlo per anni – la profondità di questa trasformazione.
Una parte dell’impoverimento delle classi lavoratrici era stato a lungo occultato con l’indebitamento (mutui, acquisti a rate, carte di credito, «prestiti d’onore», usura) sul cui traffico è ingrassata la finanza internazionale con i suoi beneficiari, poi messi in salvo dalle misure anticrisi degli Stati.
Questo processo ha alterato profondamente la struttura industriale del mondo. La produzione dei beni di consumo più popolari ha progressivamente abbandonato i paesi già industrializzati, per trasformare la Cina e gran parte del Sudest asiatico in un’area manifatturiera al servizio del resto del mondo. In compenso è enormemente cresciuto, al servizio dei ceti politici, manageriali e professionali più ricchi o di autentici rentier, ormai diffusi in tutti i paesi del mondo, un consumo opulento costituitosi in un vero e proprio comparto, denominato per l’appunto «lusso», che riunisce indifferentemente gioielli, abbigliamento, pelletteria, arredamento, auto, imbarcazioni, aerei personali, resort turistici, case e uffici principeschi, a cui è stato in larga parte delegato il compito di sostenere produzione e occupazione nei paesi di più antica industrializzazione: una sorta dei «keynesismo» di seconda generazione, in cui a sostenere la domanda non è più la spesa pubblica, ma quella dei ricchi.

Questa nuova allocazione delle risorse dà la misura dei guasti, in gran parte irreversibili, di un trentennio di liberismo. Difficilmente un aumento dei redditi popolari e della conseguente domanda di prodotti di consumo potrebbero avere effetti sostanziali su produzione e occupazione nei paesi di più antica industrializzazione; a meno di promuovere un processo di riterritorializzazione che, insieme alla rilocalizzazione degli impianti, investa contestualmente anche i modelli di consumo, gli stili di vita e la tipologia dei beni e dei servizi prodotti.
Come eliminare gli sprechi

È altamente improbabile, comunque, che nei prossimi anni si possa assistere a un sostanziale recupero salariale, visti gli attuali rapporti di forza, che in tutto il mondo hanno messo alle corde il lavoro dipendente: grazie alla facilità con cui le produzioni possono essere delocalizzate in paesi con salari e protezioni ambientali più basse (e con un interventismo di Stato più elevato: vedi il caso Fiat Serbia); ma anche ai flussi migratori messi in moto dalla globalizzazione: sia dell’informazione e dei trasporti che quella della miseria. Caso mai è più probabile che continui il trend di deflazione salariale attuale.

Pertanto, senza sminuire l’importanza di mantenere aperto il fronte della lotta per il salario, la difesa delle condizioni di vita dei percettori di redditi bassi – o di nessun reddito; o di qualche forma di assistenza progressivamente erosa dallo strangolamento del welfare state – va probabilmente affrontata con altri mezzi: soprattutto attraverso una riconversione dei modelli di consumo che non riduca l’accesso ai beni di base irrinunciabili – o che addirittura lo migliori – limitando però gli esborsi monetari, i consumi superflui e gli sprechi.

È ovvio che di questo indirizzo possono e dovrebbero diventare un punto di riferimento tutti coloro che hanno conservato una maggiore possibilità di aggregazione, e che in moti casi sono anche i più direttamente colpiti: cioè gli operai delle fabbriche, in particolare di quelle investite dalla crisi o sul punto di esserlo. Ma le loro battaglie potranno avere esiti positivi se riusciranno a mettere in moto processi che coinvolgano anche altre fasce sociali.

Innanzitutto, trasformazioni in questa direzione potranno avere tanto più successo quanto più le entità associative troveranno sostegno, legittimazione e supporti tecnici ed economici da parte delle amministrazioni locali; e, naturalmente, quanto più riusciranno a sviluppare una interlocuzione, legata a precise convenienze, con una parte, almeno, dell’imprenditoria: a partire da quella impegnata nel sistema distributivo e nel comparto agricolo, ma senza trascurare l’artigianato – soprattutto quello di manutenzione – e, attraverso processi più mediati, anche la grande impresa di produzione e di servizio. Il meccanismo che accomuna i diversi processi è, o parte, dallo stesso problema: aggregare domanda.

La politica dei vuoti a rendere

Cominciando dalle cose più semplici: la nostra spesa quotidiana è composta in larga misura da imballaggi inutili e costosi (Coldiretti ha calcolato, per una serie di items di largo consumo, che spesso l’imballaggio assomma a un terzo del valore del prodotto e a volta lo supera: la quarta settimana di salario se ne va direttamente nel cassonetto). Buone pratiche dal successo ormai consolidato dimostrano che molti di questi imballaggi, destinati a inquinare l’ambiente sotto forma di rifiuti e ad aggravare i bilanci dei Comuni (e degli utenti che pagano la Tia o la Tarsu) sotto forma di servizi di igiene urbana, possono essere eliminati con circuiti di vuoto a rendere o, in molti casi, con la vendita alla spina. Dove gli enti locali si sono impegnati a promuovere questi sistemi, diffusione e accettazione sono state più rapide. Lo stesso vale per l’usa e getta, dalle stoviglie ai gadget ai pannolini.

Tra il campo e il negozio l’intermediazione dei prodotti freschi assorbe fino a quattro quinti del prezzo finale. I Gas (Gruppi di acquisto solidale) hanno dimostrato che in molti casi è possibile instaurare rapporti diretti con gli agricoltori, garantendo la qualità biologica del prodotto, un maggior ricavo per i produttori e un risparmio per i consumatori. Un vantaggio analogo – anche se con minori controlli – lo offrono i farm market (mercati aperti alla vendita diretta da parte dei produttori agricoli). In entrambi i casi i Comuni possono giocare un ruolo centrale, innanzitutto nell’autorizzare, ma anche nel promuovere e sostenere, entrambi i processi.
Gli acquisti dei Gas, che sono una forma di auto-organizzazione dal basso, possono progressivamente estendersi a una gamma molto più ampia di prodotti, compresi molti beni durevoli: forse non tutte le intermediazioni possono essere facilmente bypassate; ma una convenzione con distributori disponibili, specie se promossa o garantita da un’amministrazione locale, può alleggerire notevolmente i ricarichi.

Da oltre un anno il mercato dell’energia è stato liberalizzato. Certo gli utenti non possono seguire giorno per giorno i corsi del kWh per scegliere di volta in volta il fornitore più economico. Ma quello che non può fare il singolo lo può fare per conto di tutti un’associazione; specie se a promuoverla o a garantirla è un Ente locale in grado di mettere a disposizione anche le competenze specifiche necessarie; magari ingaggiando o costituendo una Esco (Energy Saving Company, cioè una società autorizzata a svolgere operazioni del genere). La stessa operazione si può fare contrattando direttamente anche le bollette telefoniche e di connessione con i provider informatici.
E veniamo agli interventi più pesanti: costi e consumi di riscaldamento e condizionamento (e persino quelli di illuminazione) possono venir contenuti drasticamente con interventi sulle apparecchiature, sull’impiantistica e sugli involucri degli edifici, tutte cose che oggi sono incentivate e che potrebbero fruire di un Ftt (finanziamento tramite terzi) se eseguiti su larga scala. Una modalità che può azzerare i costi di installazione, ma a cui nessun privato ha la possibilità di accedere singolarmente. Un’iniziativa dell’Ente locale per promuovere l’accesso a questa opportunità in forma associata potrebbe sortire risultati rilevanti. Ovviamente il primo a mettere in ordine i propri edifici e impianti (anche per il suo effetto dimostrativo) dovrebbe essere l’Ente locale stesso, magari imponendo lo stesso intervento ai soggetti su cui può avere voce in capitolo: a partire dagli ospedali, grandi consumatori di energia per riscaldamento, raffrescamento, forza motrice e sterilizzazione.

Questo discorso vale a maggior ragione per il ricorso alle fonti rinnovabili; solare termico per acqua sanitaria e preriscaldamento dei locali, fotovoltaico, ma anche eolico (dove ce ne sono le condizioni), minieolico e biogas nelle aziende agricole e negli stabilimenti sparsi sul territorio.
L’auto (acquisto, assicurazione, carburante, manutenzione, parcheggio e multe) divora da un terzo alla metà dei redditi bassi. Si dice che nessuno è disposto a staccarsi da questa sua protesi, e in parte è vero. Ma un servizio efficiente di mobilità di linea e personalizzata, promuovendo e organizzando car pooling, car sharing e trasporto a domanda, può permettere, soprattutto a chi l’auto propria o due auto in famiglia non può più permettersele, di farne a meno: con risparmi sostanziali.

Recuperare i beni dismessi

Una grande risorsa è infine nascosta nel mercato dell’usato, oggi marginalizzato da un cumulo di divieti e dalle stigmate dell’esclusione. La quantità di beni durevoli avviati alla discarica o alla rottamazione senza essere né consunti né inutilizzabili è immensa. Qui il ruolo delle amministrazioni pubbliche può essere centrale. Sia per autorizzare raccolta, selezione, riabilitazione e commercio dei beni oggi destinati a ingrossare il flusso dei rifiuti (si pensi solo a quello che arriva nelle stazioni ecologiche), sia per legittimare e riconoscere un merito sociale a chi pratica, in qualsiasi posizione lungo la filiera del riuso, il recupero dei beni dismessi.
Strettamente legate alla estensione del riuso sono la capacità e la possibilità di riparare e di tenere in esercizio i beni durevoli che si guastano. Una capacità che può essere insegnata e diffusa: sia facendo riacquistare a ciascuno di noi, nei casi più semplici, una manualità a cui abbiamo rinunciato da tempo; sia creando le condizioni perché, nei casi più complessi, un esercito di artigiani sia disponibile a costi accettabili a prendersi cura dei beni da riparare; per permetterci di continuare a usarli, o per cederli a chi è disposto a riusarli.

È questo un grande bacino occupazionale, da tempo trascurato, ma che, oltre a ridurre gli sprechi, ha il vantaggio di riunire nella stessa persona manualità, attenzione (e persino amore) per le cose che ci circondano e competenze tecniche anche di altissimo livello: gli elementi essenziali del paradigma dell’«uomo artigiano» (Richard Sennett) in cui si concretizza la figura di lavoratore che ci porterà fuori, in positivo, dall’era fordista. Oltretutto, la presenza e l’accessibilità di reti diffuse e capillari di riparatori possono indurre una parte dell’apparato industriale a riconsiderare come fattori competitivi durata e riparabilità dei beni messi in commercio. Due caratteristiche oggi totalmente sacrificate all’alimentazione dei mercati di sostituzione; ma due formidabili fonti di risparmio per il consumatore.

il manifesto, 18/8/2010

Si apre ad Asunción (Paraguay) il Forum sociale delle Americhe

// agosto 14th, 2010 // No Comments » // globalizzazione, movimenti&reti&territorio, news

Sono almeno 10.000 i partecipanti, tra esponenti di movimenti della società civile e difensori dei diritti umani provenienti da diversi paesi, al IV Forum sociale delle Americhe (Fsa) ospitato fino a Domenica ad Asunción per scambiare esperienze e proporre nuove strategie per “un altro mondo possibile”. Evento regionale collegato al Forum sociale mondiale (Fsm), che, nato in risposta al Forum economico mondiale, quest’anno ha compiuto 10 anni dal primo incontro a Porto Alegre (Brasile, 2001), il Forum di Asunción intende “realizzare un dibattito democratico di idee tra entità e movimenti della società civile che si oppongono al neoliberismo economico e al dominio del mondo da parte del capitale o di qualsiasi altra forma di imperialismo”. Per raggiungere questo obiettivo – riporta l’agenzia di notizie brasiliana ‘Adital’ – conferenze ed eventi sono in programma sul tema centrale “l’America Latina di fronte alla crisi globale: minacce e alternative”; Sabato è prevista la conferenza “Sovranità e integrazione: la Nostra America è in cammino”. Tra i partecipanti, gruppi femminili, ‘campesinos’, movimenti ambientalisti, operatori di giustizia e pace, rappresentanti di popoli indigeni. Il governo del presidente Fernando Lugo ha dichiarato il Forum “di interesse nazionale” attraverso in decreto in cui sottolinea il suo interesse “allo scambio democratico di idee ed esperienze e all’articolazione di progetti che contribuiscano alla costruzione di una società pluralista”.[MISNA]

Dalle scuole biellesi un documento contro la “riforma” e per la difesa della scuola pubblica

// luglio 5th, 2010 // No Comments » // lavori&precarietà, movimenti&reti&territorio, news

Al termine dell’anno scolastico è circolato nelle scuole un documento preparato da insegnanti di diverse scuole che, personalmente o in rete, si sono confrontati e hanno deciso di presentare nei Collegi dei Docenti che si sono svolti nel mese di giugno. Nelle diverse scuole il documento è stato adeguato alle varie realtà, ma i ritocchi sono minimi. 

In alcune scuole non è stato possibile presentarlo perché i Collegi si erano già riuniti, in altre l’indisponibilità dei Presidi ne ha impedito la presentazione: alcuni dirigenti hanno ormai un tale timore di eventuali interventi punitivi nei loro confronti, qualora diano spazio ad un confronto libero e aperto sui problemi della scuola e della “riforma”, che hanno preferito evitare che il tema venisse discusso in Collegio dei Docenti…, ma è stato comunque sottoscritto. 

I dati più interessanti sono i seguenti: è stato votato al Bona con una sola astensione; all’ITI con con 3 contrari e 2 astenuti, su 261 votanti; all’unanimità alla Scuola media di via Adis Abeba; è stato sottoscritto da 4/5 dei docenti dell’Istituto di Mosso…

Nel documento gli insegnanti si assumono interamente le responsabilità della propria funzione, ma dichiarano l’indisponibilità a collaborare alla realizzazione di qualsiasi progetto che porti alla riduzione della qualità della formazione e a supplire con il proprio lavoro alla riduzione di risorse e di personale voluta della “riforma” e dal taglio dei finanziamenti.

Nel biellese ci saranno 90 cattedre in meno, 40 docenti soprannumerari, 45 lavoratori del personale ATA in meno, una drastica riduzione dei fondi d’istituto e con ciò l’espulsione definitiva degli insegnanti precari, …ma gli studenti non sono diminuiti!   Non saranno i lavoratori, quelli che resteranno, a supplire alle carenze del sistema, provocate da scelte sbagliate che penalizzano l’educazione e l’istruzione pubbliche.

 un gruppo variegato di insegnanti

In questi ultimi mesi abbiamo speso tempo, energie e intelligenza per contribuire ad avviare l’anno scolastico 2010-2011. Ci siamo destreggiati, tra contraddittori e spesso irrazionali decreti e circolari ministeriali, nell’intento di non penalizzare gli studenti.

Il nostro senso di responsabilità ha dovuto fare i conti con orari che cambieranno e cattedre che diminuiscono. Abbiamo dovuto tradurre in soluzioni concrete scelte che mortificano la nostra professionalità e avviano processi di riduzione della qualità dell’offerta formativa.

Ma l’anno scolastico 2010-2011 partirà e se il suo avvio non sarà regolare e sereno le responsabilità possono ricadere solo su un’Amministrazione scolastica lontana dalla scuola reale.  Noi abbiamo fatto il nostro dovere, docenti di ruolo e precari che in tanti il prossimo anno non ritroveremo la nostra cattedra.

Ma ora ci dedicheremo alla formazione dei nostri studenti.  Saremo indifferenti alle sorti della “riforma”, che appare sempre più un involucro vuoto costruito per ridurre le spese per l’istruzione, e ostacoleremo i tentativi di ridurre la qualità della formazione. Ma se non ci saranno le risorse umane e economiche sufficienti per fornire un servizio adeguato non saremo noi a supplire a quelle carenze…

Noi ci dedicheremo alla formazione dei nostri studenti, denunciando la riduzione delle risorse per la scuola pubblica, l’aumento dei carichi di lavoro per tutti i lavoratori della scuola, la riduzione delle attività integrative e quant’altro…

Dopo aver licenziato gli insegnanti precari, ora bloccano contratto, stipendi e scatti di anzianità a tutti (invece di far pagare i veri responsabili: banche e finanza, spendono più dell’ammontare della manovra in armamenti!).

Ma noi ci dedicheremo alla formazione dei nostri studenti e non saremo esecutori di questa “riforma” ma critici fruitori, contrari a questo come ad ogni progetto distruttivo della scuola pubblica che non ci vedrà complici!

APPELLO PER LA SCUOLA PUBBLICA

// giugno 29th, 2010 // No Comments » // lavori&precarietà, movimenti&reti&territorio, news

Alle Associazioni, ai Comitati, ai Movimenti e alle Organizzazioni Sindacali:

IL NOSTRO APPELLO PER LA SCUOLA PUBBLICA.

L’Associazione “NonUnodiMeno” si è fatta promotrice, insieme ad altre Reti, di questo Appello per la difesa e la riqualificazione della SCUOLA PUBBLICA. Crediamo che la situazione sia particolarmente grave e tale da esigere una mobilitazione delle coscienze di ognuno e delle varie espressioni delle realtà associative e di movimento, con l’impegno a partecipare a tutte le mobilitazioni di protesta e autoconvocate in difesa dei principi alla base di questo Appello, compreso lo SCIOPERO GENERALE del 25 giugno. Vi chiediamo perciò di aderire a questo Appello in forma collettiva o individuale per dare un forte segnale di controtendenza.

PER L’ASSOCIAZIONE “NONUNODIMENO” – IL PRESIDENTE – GIANSANDRO BARZAGHI

********************************************************** Appello per la scuola pubblica.

Sulla scuola si gioca un’idea di società e di futuro. Lo sanno bene i molti insegnanti che, nonostante tutto, ogni giorno danno vita alle tante buone pratiche, che oggi vengono profondamente umiliate dai tagli micidiali e dalla manovra finanziaria. Una manovra che va a colpire pesantemente i lavoratori del comparto pubblico e la loro professionalità, così come la qualità dello stato sociale che abbiamo fino a oggi conosciuto in Europa e in Italia. Una politica capace di guardare lontano, una politica di progetto e di tensione ideale, dovrebbe essere in grado di comprendere che la scuola, la formazione lungo tutto l’arco della vita, la conoscenza sono delle priorità strategiche per il nostro Paese, soprattutto in una fase di grave crisi economica e sociale. Invece la riproposizione delle fallimentari strategie neo-liberiste vorrebbe ridurre anche la formazione e gli stessi diritti civili e sociali a una merce che sottostà alle regole del mercato e della concorrenza tra pubblico e privato. Contro questa riduzione di tutto a merce, noi opponiamo una concezione alta, secondo la quale la cultura e il sapere sono dei beni comuni e perciò non mercificabili e non alienabili, come l’acqua, l’aria, la salute, la terra, la biodiversità e la vita stessa. In questo senso la cultura e il sapere sono un diritto universale e non un privilegio di pochi. La cultura e la conoscenza possono essere uno strumento di riscatto sociale, che permette di capire la nostra storia e di dialogare con quella degli altri, di capire il passato e di costruire il futuro per sé e con gli altri. Pertanto rifiutiamo concezioni e pratiche discriminatorie nei confronti di studenti che provengono da altri Paesi, in quanto la scuola è il luogo per eccellenza di incontro tra storie e culture diverse e come tale non può che essere il luogo dell’accoglienza e dell’integrazione reciproche. Per queste ragioni continuiamo a sostenere che la scuola della Costituzione è una frontiera strategica per la democrazia, un presidio di partecipazione, di collegialità e di sapere critico. È un laboratorio di democrazia e di formazione della cittadinanza attiva e consapevole. Così la vollero i nostri padri costituenti. Così noi oggi dobbiamo vivificarla, secondo una nuova concezione della stessa cittadinanza che si basi sullo ius soli e non sullo ius sanguinis. Ed è per questi motivi che la scuola pubblica va sostenuta, qualificata e non smantellata. Di fronte a questa vera e propria deriva culturale e sociale che degrada la qualità della scuola pubblica italiana, a partire dai suoi livelli di eccellenza – come il tempo pieno della scuola primaria, occorre domandarsi se il disegno strategico dell’attuale Governo sia solo quello delle ragioni economiche e finanziarie, oppure se ci sia un progetto reazionario ben più pericoloso, che va indagato:

1) La scuola torna a essere il luogo della separazione sociale, violando i principi e i valori della nostra Costituzione, svilendo la professionalità dei docenti e licenziando migliaia di precari con 16 anni di lavoro in media alle spalle, il più grande licenziamento di massa che la storia del nostro Paese ricordi.

2) Si parte dalla scuola per ridefinire le gerarchie sociali, stabilendo: a) un percorso formativo per le future classi dirigenti (liceizzazione); b) un altro per le figure tecnico-specialistiche (istituti tecnici); c) un terzo che conduce direttamente al lavoro – addirittura con lo scandalo dell’assolvimento a 15 anni dell’obbligo scolastico nell’apprendistato. Pertanto questa Controriforma non ha nulla di epocale, se non i tagli devastanti. Ripropone, cioè, il modello rigido di tipo gentiliano, cosiddetto “a canne d’organo”, con la classica tripartizione tanto cara a certa imprenditoria, che impedisce ogni elasticità nel passaggio da un canale all’altro, stroncando definitivamente il “Biennio Unitario” e riproponendo la divisione tra il sapere e il saper fare.

3) Secondo i Ministri Tremonti e Gelmini, la scuola deve tornare a essere autoritaria e repressiva, con il solo effetto di aumentare la dispersione e l’abbandono scolastico e cioè penalizzando quegli studenti che hanno un ben preciso retroterra culturale e sociale. “Ma se si perde loro – la scuola non è più scuola. È un ospedale che cura i sani e respinge i malati” (Don Milani). Infine non possiamo non sottolineare, con il massimo della preoccupazione, la pericolosità di un disegno lucido che vorrebbe smantellare “quell’organo costituzionale” di cui ci parlava Calamandrei, ovvero la scuola pubblica, statale. Si vorrebbe, cioè, trasferire a livello nazionale il “Modello Lombardo” dei “Bonus” alle famiglie che mandano i figli alle scuole private (famiglie benestanti fino a 200.000 €), mettendo sullo stesso piano settore pubblico e settore privato, in regime di concorrenza tra loro, come è avvenuto per la sanità lombarda. Insomma “mandando in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle scuole private” (Calamandrei). Pertanto, le Associazioni aderenti al presente APPELLO, pienamente consapevoli del disegno che questo Governo sta portando avanti nella direzione dello smantellamento della scuola pubblica statale, si propongono di dare vita alla più ampia opposizione sociale e culturale unitariamente a tutti quei movimenti, organizzazioni sindacali e forze politiche che vorranno sostenere questa battaglia per il futuro del nostro Paese e della nostra democrazia.

Questo APPELLO lo rivolgiamo anche a tutti i lavoratori della scuola, a tutti gli studenti e ai genitori affinché alta si alzi la voce di chi la scuola contribuisce a farla e a costruirla ogni giorno. Le ragioni per una scuola pubblica di qualità e per uno stato sociale degno di questo nome, le ragioni della buona scuola e di tante buone pratiche, sono di gran lunga superiori alla miseria di chi vorrebbe ridurre questo Paese all’ ignoranza. Noi non ci stiamo. E per questo sosterremo tutte le mobilitazioni di protesta e autoconvocate in difesa dei principi alla base del presente APPELLO, compreso lo sciopero generale del 25 giugno.

IL NOSTRO APPELLO E’ STATO RILANCIATO ANCHE DA RETE SCUOLE. Ecco il link: http://www.retescuole.net/contenuto?id=20100616210135

Primi firmatari dell’appello:

- NonUnoDiMeno-

Per il Gruppo ONG lombarde “Portare il mondo a scuola”: Sofia Borri. Alessandra Botta. Carlo Capello. Gabriela Cattaneo. Silvana Citterio. Christian Elevati. Valeria Emmi. Massimiliano Lepratti. Marina Medi. Chiara Paganuzzi. Giacomo Petitti. Manuela Pursumal. Mariangela Querin. Marilena Salvarezza. Pina Sardella. Cinzia Turla. Patrizia Minella.

e le Associazioni, i Coordinamenti, i Centri Studi e di Ricerca:

- Direttivo dell’ Associazione EducaCi
- CESPI (Centro Studi Problemi Internazionali)
- ICEI ( Istituto Economico Cooperazione Internazionale )
- AsPem
- CRES (Centro Ricerca Educazione allo Sviluppo)
- Gruppo “Educazione allo Sviluppo” di CoLomba (Cooperazione Lombardia)
- AceA Onlus ( Associazione per i consumi etici e gli stili di vita solidali )
- Intervita Onlus
- Mani Tese·
- Rete Ellis (Educazioni, Letterature e Musiche, Lingue, Scienze storiche e geografiche)
- SIEM (Società Italiana Educazione Musicale) di Milano
- MCE Nazionale (Movimento Cooperazione Educativa)
- CGD Lombardia (Coordinamento Genitori Democratici della Lombardia)
- CMA (Comitato Milanese per l’ Acqua)
- Fondazione Roberto Franceschi Onlus
- Associazione Luca Rossi ( Educazione alla Pace e all’Amicizia fra i Popoli)
- Associazione Culturale GIO’.CO.RE. di Bresso
- Associazione Città Felice ( Impegno al femminile a Catania )
- Assemblea Difesa Scuola Pubblica di Vicenza
- CRIC ( Centro Regionale d’Intervento per la Cooperazione )
- CESES (Centro Europa Scuola Educazione Società)

Per aderire: info@nonunodimeno.net

Aderiscono all’appello:

- Jole Garuti, Direttrice Associazione Saveria Antochia Omicron, Milano
- Giovanna Capelli, Segreteria Rifondazione Comunista
- Amalia Navoni, Il Coordinamento Nord Sud del Mondo, Milano .
- Vincenzo Viola, docente, Milano
- Sandra Cangemi, giornalista, Milano
- Giorgio Riolo, Associazione Culturale Punto Rosso
- Nicola Iannaccone, Arci Ragazzi, Milano
- Anna Miculan, Associazione Adesso Basta
- Giulio Leghissa, Associazione Adesso Basta
- Liliana Leotta, docente e counselor professionale, Milano
- Attilio Paparazzo, Segreteria FLC-CGL
- Gemma De Magistris, docente filosofia Ist. Artemisia Gentileschi, Milano
- Vincenzo Cutolo, ex dirigente scolastico, Presidente Associazione EducaCi, Milano
- Raffaele Di Paolo, ex dirigente scolastico, Milano
- Roberto D’Avolio, RSU Ist. Galileo Galilei, Milano
- Marco Fassino, docente Liceo Carducci, Milano
- Paola Tramezzani, Coordinamento Genitori Democratici Lombardia
- Patrizia Minella, Centro Studi Problemi Internazionali
- Basilio Rizzo, Consigliere Comunale Lista Dario Fo, Milano
- Roberto Biorcio, docente facoltà di Sociologia U. Bicocca, Milano
- Giuseppe Deiana, docente, Presidente Centro Culturale Puecher, Milano
- Giovanna Procacci, docente sociologia Scienze Politiche U. Statale, Milano
- Dina Rimauro, Dipartimento Nazionale Conoscenza PRC, Vicenza
- Barbara Cattaneo, docente scuola infanzia, Milano
- Gianna Baresi, docente Istituto Tecnico Commerciale Abba Ballini, Brescia
- Giancarlo Vitali Ambrogio, giornalista, Consigliere IC8, Bologna
- Maria Luisa Vecchi, docente Liceo Artistico Statale Brera, Milano
- Maria Lenti, scrittrice, Dipartimento della Conoscenza PRC, Urbino
- Sergio Corradi, ex docente, Segreteria circolo PRC, Rho
- Roberto Fogagnoli, docente Liceo Classico/Linguistico Zanella, Schio
- Vito Meloni, Responsabile Nazionale Scuola PRC
- Paolo Magliani, giornalista, La Spezia
- Claudia Rancati, docente, Responsabile dip.scuola PRC, Vicenza
- Orazio Sturniolo, docente Liceo Scientifico Copernico, RSU, Bologna
- Maria Cristina Visioli, Bologna
- Beppe Nicollini, docente scuola superiore secondo grado, Roma
- Viviana Codemo, docente Ist. Classico/Scientifico Virgilio, Milano
- Pinuccia Silicati, Bovisa Teatro, Milano
- Cesare Ungaro, Bovisa Teatro, Milano
- Cristina Agosti, docente Istituto Tecnico Commerciale, Bollate
- Piergiorgio Bergonzi, Responsabile Nazionale Scuola PdCI
- Teresa Gangemi, docente Liceo Scientifico, Olgiate Comasco
- Roberto Fogagnoli, docente, Vicenza
- Gianrica Filippi, docente scuola infanzia, Seriate
- Ivana Filippi, docente scuola infanzia, Segrate
- Sergio Colombo, docente Istituto Tecnico Statale Cannizzaro, Rho
- Giancarlo Broglia, Consigliere Comunale PRC, Paullo
- Maria Luisa Masi, ex docente Centri Formazione Professionali, Bareggio
- Lorenzo Foti, ufficio stampa MediaSofos, Milano
- Nadia Mazzer, docente scuola superiore, Udine
- Adria Renteria Diaz, docente Università degli Studi dell’Insubria, Como
- Valentina Linda, pensionata, Milano
- Simone Oggionni, Portavoce Nazionale Giovani Comuniste/i, Roma
- Enrichetta Valenti, docente economia e diritto Itsos Albe Steiner, Milano
- Stefano Panigada, docente, Milano
- Anna Paola Salierno, docente, Milano
- Maria Beatrice Vatteroni, docente I.I.S. Montale, Cinisello Balsamo
- Mina Santoro, docente, Bari
- Francesca Galati, FISAC CGIL Milano e Lombardia, Milano
- Paolo Molteni, Assessore alla Pubblica Istruzione Comune di Carugate
- Monica Vigetti, docente scienze motorie scuola media, Milano
- Marta Pivetta, docente scuola secondaria di primo grado, Garbagnate
- Antonietta Mealli, docente Geografia Economica scuole superiori, Milano
- Francesca Cazzaniga, Acea onlus, Milano
- Tonia Guerra, Segretaria Regionale PRC Regione Puglia, Bari
- Alfredo Somoza, Presidente ICEI, Milano
- Sandro Angelotti, docente, Milano
- Elena Introzzi, Referente della Commissione Didattica ANISA ( Associazione Nazionale Insegnanti Storia dell’Arte ) Sez. Provincia Milano
- Milena Mottalini, docente associata AGI, Milano
- Carola Gerli, docente Ist. Artemisia Gentileschi, Milano
- Annalysa Di Lernia, docente lettere Liceo Scientifico Tecnologico Cartesio, Cinisello Balsamo
- Antonella Pilotto, docente scuola primaria, Milano
- Aldo Micotti, docente, Milano
- Emiliano Turazzi, docente, Milano
- Giorgio Sacchetto, docente scuola secondaria, Padova
- Davide Dalpane, docente, S.Lazzaro di Savena
- Francesca Dalpane, docente, S.Lazzaro di Savena
- Rosalba Altavilla, docente, Milano
- Gabriella Elli, docente, Milano
- Anna Grasselli Diena, docente, Milano
- Roberto Acerboni, Consigliere zona 6, Milano
- Giuliana Maria Ronchi, docente inglese Liceo Scientifico Calvino, Rozzano
- Enrichetta Torretta, docente Liceo Classico Carducci, Milano
- Susi Bosani, Assessore Istruzione e Politiche Sociali Comune Pregnana Milanese
- Gabriella Casa, docente Ist.Professionale Statale G.B. Garbin, Schio
- Adele Rossi, Associazione Luca Rossi, Milano
- Annamaria Marzari, docente, Milano
- Paola Frau, docente, Cagliari
- Simona Cortonicchi, docente scuola infanzia, Vicenza
- Andrea Salvoni, studente universitario, Pisa
- Eugenio Marino, docente, Inveruno
- Bruno Capuana, regista fil maker, Milano
- Marina Franchino, docente Università Bocconi, Milano
- Irene Campari, Segreteria Circolo Pasolini, Pavia
- Roberto Escobar, Professore ordinario di Filosofia politica, Università Statale, Milano
- Maria Paola Belloni, docente scuola superiore, Gorgonzola
- Domenico De Marco, docente Liceo Vittorini, Milano
- Carmine D’Andrea, docente, Milano
- Erica Rodari, Comitato Milanese Acquapubblica, Milano
- Claudio Di Pietro, docente ITCS Schiapparelli – Gramsci, Milano
- Marina Caretto, docente scuola superiore, Como
- Rosa Anna Nicodemi, ex docente, Milano
- Maurizio Grandi, docente Politecnico di Milano, Milano
- Claudio Stellari, educatore professionale, Lainate
- Lara Giannini, Responsabile della sezione di Genitori si Diventa, Ancona
- Teresa Gangemi, docente, Liceo scientifico Terragni, Olgiate Comasco
- Francesca Baccolini, docente, Loiano
- Anna La Torre, genitore, Segrate
- Paolo Zovetti, delegato FLC CGL, Cesate
- Renata Conti, Collettivo Donne Rho, Rho
- Stefania Campo, docente Istituto Industriale Statale, Rozzano
- Giulia Savarè, docente, Milano
- Diletta Zabaglio, docente Istituto Industriale Statale Varalli, Milano
- Gabriella Ciniselli, docente Liceo Artistico Statale Boccioni, Milano
- Danila Baldo, docente ISS Maffeo Vegio, Lodi
- Paola Trivella, docente, Macerata
- Luisella Silva, docente Ist. Artemisia Gentileschi, Milano
- Raffaella Guido, docente Giovanni XIII – Allende, Senago
- Miriam De Vero, docente, Roma
- Giorgio Giovannetti, docente, Milano
- Gabriella Benedetti, docente, Milano
- Giacomo Paiano, docente, Milano
- Maria Grazia Baiocco, docente Liceo Classico, Cinvitanova Marche
- Rolando Mastrodonato, Presidente Associazione Vivi e Progetta un’altra Milano, Milano
- Ida Finzi, psicologa, Milano
- Maria Grazia Gualazzini, docente Istituto Industriale Statale, Rozzano
- Antonietta Scotto, docente ITSOS Marie Curie, Cernusco sul Naviglio
- Maria Aita, docente Liceo Cardano, Milano
- Leonardo Di Nello, docente scuola secondaria di primo grado, Milano
- Susanna Abbati, docente Matematica scuola secondaria di primo grado Rodari, Baranzate
- Lorenzo Aristico, docente Arte e Immagine scuola media, Como
- Cristina Zaltieri, docente di Filosofia, Milano
- Roberto Taioli, docente Liceo Artistico Statale Brera, Milano
- Antonia Pagano, docente CTP, Sesto San Giovanni
- Patrizia Govoni, docente, Cento
- Franca Gusmini, docente, Milano
- Giovanni Belletti, docente, Milano
- Alessandra Cattaneo, docente IT.Ag. Noverasco di Opera, Milano
- Romeo Cerri, docente e responsabile di www.brianzapopolare.it, Seregno
- Giuseppe Minotti, docente e Consigliere Comunale, Seregno
- Laura Cantelmo, docente, Milano
- Chiara Ruscio, docente precaria scuola primaria, Milano
- Barbara Cestari, docente scuola primaria, Monza
- Angela Giglio, docente, Milano
- Teresa Marinello, docente Liceo Artistico Statale di Brera, Milano
- Carmela La Salandra, docente, Bresso
- Laura Tiso, docente, Lainate
- Stefania Zampiga, docente, Prato
- Antonella Meiani, docente, Milano
- Sebastiano Lo Giudice, docente Ist.Industriale Statale G.Galilei, Milano
- Isabella Tenti, Milano
- Maria Luisa Botta, psicologa, Milano
- Vincenzo Pezzino, medico universitario, Catania
- Silvia Juliani, docente Liceo Scientifico Copernico, Prato
- Brunella Trotti, docente di tedesco al Liceo G.Pascoli, Firenze
- Linda Tagliabue, docente scuola superiore, Cesano Maderno
- Pina La Villa, docente e responsabile di www.girodivite.it, Catania
- Maria Camilla Glorioso, docente Istituto Industriale Statale, Rozzano
- Mirella Clausi, Associazione Città Felice, Catania
- Luigi Carosso, docente scuola media Milano
- Inge Rasmussen Nicolis, sezione ANPI, Pratocentenaro
- Rita Parozzi, Assessora ai servizi sociali, accoglienza e pace, Bresso
- Anna Baccaglini, Loiano
- Gino Maurello , docente Istituto Artemisia Gentileschi, Milano
- Stefania Trevisin. docente elementare tempo pieno, Mogliano Veneto
- Angela Usai, docente lingue straniere, Milano
- Giancarlo Broglia, Consigliere Comunale, Paullo
- Daniela Mazzilli, docente scuola primaria, Milano
- Maria Giordano, docente scuola superiore di secondo grado, Milano
- Nello Patta, Segretario provinciale PRC, Milano
- Linda Tagliabue, docente scuola superiore, Cesano Maderno
- Donatella Breschi, docente di inglese secondaria secondo grado, Milano
- Gabriele Di Tonno, docente Istituto Comprensivo Statale Buzzati, Milano
- Fedora Raveggi, Milano
- Elena Muscarella, Centro Regionale Intervento Cooperazione, Milano
- Laura Gibertini, Milano
- Ciro Ferro, Presidente Comitato dei Genitori, Vicchio
- Susi Rovai, Milano
- Giuseppe Occhino, Pioltello
- Luigi Santese, Pioltello
- Bertilla Dal Lago, docente scuola primaria, Vicenza
- Loredana Fraleone, Segretaria Regionale PRC Lazio, Roma
- Francesca Piemonte, Milano
- Mirella Gangemi, docente Liceo Artistico di Brera, Milano
- Pierino Rossini, Pioltello
- Christine Reinhold, Teatro Primo Studio, Milano
- Elena Cianci, docente, Milano
- Giovanni Polliani, Presidente CESES, Milano
- Raffaella Tinelli Carera, docente Liceo Scientifico Calvino, Rozzano
- Stefano Rota, Tecnico informatico, Milano
- Lisa Benni, Loiano

SPEGNI LA CENSURA ACCENDI BLACKOUT

// giugno 24th, 2010 // No Comments » // Liberi tutti !, movimenti&reti&territorio, news

Il 30 giugno è la data ultima per la decisione delComune di Torino di sfrattare Radio Blackout. Radio  Blackout,  la radio delle  lotte locali, la voce degli squatter e dei NO TAV non deve chiudere.