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	<title>La Città di Sotto</title>
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	<description>Laboratorio Sociale &#124; Biella</description>
	<lastBuildDate>Fri, 03 Sep 2010 06:28:42 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Nel biellese quasi 200 lavoratori della scuola in meno nell&#8217;anno scolastico 2010-11.</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 06:46:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco.sansoe</dc:creator>
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		<category><![CDATA[lavori&precarietà]]></category>
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		<description><![CDATA[Qui l’anno scolastico 2010-2011 apre con quasi 200 lavoratori in meno.  Come una grande azienda tessile biellese che chiude.  Non solo giovani precari ma anche vecchi precari.  Anziani bidelli cinquantenni, emigrati dal sud, che non sono mai entrati in ruolo, insegnanti che sono precari da 10 anni perché non si fanno più i concorsi.  200 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qui l’anno scolastico 2010-2011 apre con quasi 200 lavoratori in meno.  Come una grande azienda tessile biellese che chiude. </p>
<p>Non solo giovani precari ma anche vecchi precari.  Anziani bidelli cinquantenni, emigrati dal sud, che non sono mai entrati in ruolo, insegnanti che sono precari da 10 anni perché non si fanno più i concorsi.  200 circa di questi ora sono semplicemente disoccupati!</p>
<p>Lo Stato, per dare il buon esempio, ha istituito da sempre il più flessibile dei sistemi di reclutamento, prima ancora che si parlasse di <em>flessibilità</em>: assume a settembre per licenziare a giugno, non paga le ferie, azzera qualsiasi anzianità e scatto di stipendio, non garantisce alcuna continuità didattica, non garantisce passaggi di ruolo.</p>
<p>Lo Stato “fondato sul lavoro” tradisce da sempre i principi costituzionali.</p>
<p>La vecchia scuola, serbatoio di voti democristiani, si riconferma luogo di saccheggio politico e culturale: vecchi e falsi privilegi si confondono con il più vergognoso sfruttamento. </p>
<p>La propaganda riformatrice del Governo attuale (quale riforma?) ha consolidato un processo che, volta per volta, ha assunto la faccia clientelare o aziendalistica, mantenendo intatta la mancanza totale di rispetto per il lavoro, minando così alle fondamenta la qualità dell’offerta formativa. </p>
<p>Questo Governo ha deciso che sulla scuola si poteva, doveva, risparmiare, forse risparmierà, ma gettando la scuola in un baratro dal quale non uscirà più.</p>
<p>Proprio ora, con un mercato del lavoro sempre più precario, flessibile e in crisi, la scuola dovrebbe svolgere un ruolo di orientamento culturale e professionale per collocare nuove forze giovani nella costruzione concreta della società contemporanea, proprio ora la scuola invece dismette la sua  funzione e… diventerà un parcheggio a basso costo per lo Stato ma altissimo per l’intera comunità.</p>
<p>La società deve ribellarsi.  I costi di questa deriva si pagheranno, un po’ alla volta, per anni e saranno altissimi: disoccupazione, scarsa professionalità, disagio giovanile, insicurezza, abbassamento dei livelli culturali, …saranno le emergenze, che stiamo già vivendo, con le quali dovremo fare i conti per molti, molti anni.</p>
<p>La società nel suo insieme deve farsi carico di questa situazione di fronte alla crisi della politica e dei partiti.  </p>
<p>Non solo “ribellarsi è giusto” ma oggi più che mai è necessario, i soggetti sociali: studenti, genitori e lavoratori della scuola sono chiamati tutti ad impedire questa deriva e a costruire “un’altra scuola possibile”.</p>
<p style="text-align: right;"> <em>marco sansoè</em></p>
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		<title>Libera prepara il suo programma di lavoro 2010-2011.</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 15:34:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco.sansoe</dc:creator>
				<category><![CDATA[movimenti&reti&territorio]]></category>
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		<description><![CDATA[LIBERA BIELLA A BOSE – SABATO 4 SETTEMBRE 2010  PROPOSTA DI PROGRAMMAZIONE ATTIVITA’ 2010 &#8211; 2011 Partiamo dall’ultima cosa fatta: La marcia silenziosa contro la legge bavaglio. Iniziativa, fatta il 19 luglio scorso, sostenuta da molte associazioni, ma promossa e organizzata soprattutto da NO MAFIE (NMF) e da LIBERA BIELLA. Molti i dubbi e le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;">LIBERA BIELLA A BOSE – SABATO 4 SETTEMBRE 2010</h2>
<h2 style="text-align: center;"> PROPOSTA DI PROGRAMMAZIONE ATTIVITA’ 2010 &#8211; 2011</h2>
<p><em>Partiamo dall’ultima cosa fatta: <strong>La marcia silenziosa contro la legge bavaglio. </strong>Iniziativa, fatta il </em><em>19 luglio scorso, sostenuta da molte associazioni, ma promossa e organizzata soprattutto da NO </em><em>MAFIE (NMF) e da LIBERA BIELLA. Molti i dubbi e le perplessità, ma è andata bene</em></p>
<p><em>Due settimane prima, all’Oremo il 5 luglio, il Presidio Springer Azoti aveva condiviso un obiettivo.</em></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">IL SENSO DELL’APPARTENENZA – UN OBIETIVO FONDAMENTALE</span></strong></p>
<p><em>E’ importante, si realizza, in determinate <strong>scadenze</strong>, ritrovandoci insieme e in tanti.</em></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>P</strong><strong>RIMA SCADENZA – INCONTRO DI AVVIO &#8211; COMUNITA&#8217; DI BOSE &#8211; SABATO 4 SETTEMBRE</strong></span></p>
<p><em>Da tre anni è il momento di programmazione per l’anno sociale. Quest’anno, proprio per dare il </em><em>giusto risalto alla nascita del Coordinamento provinciale di LIBERA BIELLA nel quale andranno a </em><em>confluire il Presidio S.A. e l’Associazione NMF, l’incontro si divide in due momenti:</em></p>
<p><em>- al mattino : Presidio e Associazione NMF;</em></p>
<p><em>- al pomeriggio: Presidio e tutte le Associazioni iscritte a Libera (compreso chi sta per …)</em></p>
<p><em>Sappiamo che, per vari motivi, durante l’anno non tutti riescono a partecipare agli incontri ed alle </em><em>iniziative di LIBERA BIELLA. Di sicuro contarci “sulla linea di partenza” <strong>AIUTA TUTTI.</strong></em></p>
<p><strong><em>Aiuta quelli che non riescono a seguirci sempre: conoscono il programma di Libera Biella. </em></strong><strong><em>Aiuta quelli che si impegnano tutto l’anno: sanno di non essere soli.</em></strong><em> </em></p>
<p><strong><span style="color: #ffcc00;">SECONDA SCADENZA – GIORNATA DELLA MEMORIA – 21 MARZO 2011 &#8211; POTENZA<em>    </em></span></strong><em>Raduno annuale del popolo di Libera che, l&#8217;anno prossimo, si svolgerà a Potenza;</em></p>
<p><strong><span style="color: #ffcc00;">TERZA SCADENZA – INCONTRO DI CHIUSURA – GIUGNO / LUGLIO 2011</span></strong><em><strong>     </strong>Considerazioni finali e bilancio del lavoro svolto durante l’anno</em></p>
<p style="text-align: center;"><em> </em><strong>==========================</strong></p>
<p>Fatta questa premessa elenco alcuni punti che andremo ad esaminare nell’arco della giornata.</p>
<p><strong> </strong><strong>FORMAZIONE:</strong></p>
<p><strong>- <span style="text-decoration: underline;">La tutela della legalità nel territorio biellese</span> </strong>(autunno 2010) .   Alla luce del tentativo d’infiltrazione della ‘ndrangheta a Biella, documentato questa estate da LIBERA BIELLA con 6 comunicati sull’operazione <strong>“il crimine”</strong>, è inutile sottolineare l’importanza dell’incontro con il Colonnello della Guardia di Finanza Salvatore Barca. <strong>L’incontro, che </strong><strong>affronterà anche altri temi legati all’antimafia, avverrà presso la Sala Convegni della </strong><strong>Fondazione Biver Banca (</strong>Via Gramsci<strong>) venerdì 22 oppure venerdì 29 ottobre 2010 alle h. </strong><strong>21.00. </strong>(data da confermare)<strong>.</strong></p>
<p><strong>- <span style="text-decoration: underline;">150° dell&#8217;Unità d&#8217;Italia</span> </strong>(inverno 2010).   Il fenomeno mafioso a partire dalla metà dell’800. Incontro seminariale curato da Marco Sansoè;</p>
<p><strong>- <span style="text-decoration: underline;">Coniugare impegno e diritto alla felicità </span></strong>(inverno 2010).   Libere riflessioni sul tema con Aldo Sola;</p>
<p><strong>- <span style="text-decoration: underline;">Diritti Umani</span> </strong>(inverno 2010).      Presentazione del libro “Mostri” con Rosario Esposito La Rossa (d’intesa con Libera Vercelli)</p>
<p>- <strong><span style="text-decoration: underline;">The dark side of the Moon</span></strong><span style="text-decoration: underline;">:</span> il “fuori scena” del potere (primavera 2011).   Proposta di Formazione di “Presidio Springer Azoti”.</p>
<p><strong>- <span style="text-decoration: underline;">La Carta Costituzionale</span> </strong>(primavera 2011).     Presentazione del libro &#8220;Di sana e robusta Costituzione” con Carlo Alberto Dalla Chiesa;</p>
<p><strong>- <span style="text-decoration: underline;">Cinema e mafia</span> </strong>(primavera 2011).    Ciclo di filmati sul fenomeno mafioso da effettuarsi nelle scuole che aderiscono a LIBERA.</p>
<p><em>Fra gli incontri sopra indicati alcuni potranno svilupparsi attraverso una o due giornate di </em><em>formazione una autunnale (10-12 dicembre) e una primaverile (data da definire). E’ una </em><em>formazione interna, condivisibile, volendo, con altri Presidi/Coordinamenti di Libera Piemonte.</em></p>
<p><strong>PROMOZIONE / SENSIBILIZZAZIONE</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>  <span style="color: #ff0000;">Il Coordinamento di Libera Biella nascerà, a Torino alla Fabbrica delle “e”   </span></strong><strong><span style="color: #ff0000;">sabato 18 settembre: è importante assicurare un’ampia partecipazione.</span>    </strong></p>
<p>In occasione della costituzione del Coordinamento Provinciale di Libera Biella, del quale peraltro dovremo individuare un referente territoriale, si propongono momenti di lavoro e sensibilizzazione.</p>
<p><strong>- <span style="text-decoration: underline;">Incontro con Don Ciotti.</span>     </strong>Serata d’incontro con la cittadinanza con la partecipazione Don Luigi Ciotti (data da definire);</p>
<p><strong>- <span style="text-decoration: underline;">Usura.</span>     </strong>Approfondimento del tema con Don Marcello Cozzi, Vice Presidente di Libera, con la prospettiva di un lavoro sul territorio.</p>
<p><strong>- <span style="text-decoration: underline;">Concerto con i Modena City Ramblers. </span>        </strong>Valutazione sulla possibilità di svolgere, il prossimo inverno, un concerto a Biella con i M.C.R.</p>
<p><strong>- <span style="text-decoration: underline;">Servizo Integrato promosso dal CSV.</span>   </strong>Incontro nelle scuole con la partecipazione di Antonina Azoti (PA)</p>
<p>- <strong><span style="text-decoration: underline;">Spazio WEB. </span>     </strong>adeguamento del sito Web di No Mafie al nascente Coordinamento e promozione del materiale foto/video tramite le piattaforma facebook (foto) e youtube (video) creando profili ufficiali.</p>
<p><strong><em>INFO</em></strong></p>
<p><strong><em>- </em></strong><strong><em><span style="text-decoration: underline;">Chi controlla la palla</span></em></strong><strong><em> </em></strong><em>- Il calcio tra truffe e interessi economici. Proposta di lavoro di G.F. Penna (ACLI)</em></p>
<p><em><strong>- </strong><strong><span style="text-decoration: underline;">Volontariato</span></strong><strong> </strong>- Mensa della Condivisione – proposta per alcune giornate di servizio</em></p>
<p><strong><em>- <span style="text-decoration: underline;">Rotonda -/ Camminan cambiando</span> </em></strong><em>– il punto della situazione;</em></p>
<p><strong><em>- <span style="text-decoration: underline;">Fondazione Biverbanca</span> </em></strong><em>– incontro per illustrazione nostri progetti</em></p>
<p><strong><em>- <span style="text-decoration: underline;">ANPI</span> </em></strong><em>- due date condivise: 10 dicembre / 25 aprile</em></p>
<p><strong><em>- <span style="text-decoration: underline;">Convegno “Strumenti sociali contro le mafie”</span> </em></strong><em>(organizzato dalla Filca Cisl e dal Siulp)</em></p>
<p><em>Venerdi 24 settembre 2010 approda a Biella il progetto antimafia S. Francesco. Nasce dal sindacato edili </em><em>della Filca/Cisl e dal sindacato di Polizia Siulp in Lombardia e Sicilia per prevenire infiltrazioni e atti mafiosi </em><em>nei lavori dell’Expo 2015 di Milano e del Ponte sullo stretto. Si ispira Nino Caponnetto e Rocco Chinnici </em><em>costruttori del “pool antimafia”. Si svolgerà alla Fondazione Pistoletto con una tavola rotonda alla quale </em><em>parteciperanno il Vice Prefetto di Biella Davide Garra, il Questore Mario Mondelli, il segretario dello Siulp di </em><em>Biella Davide Mauro, il segretario generale Fiulca Piemonte Piero Donnola. Il progetto sarà introdotto da </em><em>Piero Tarizzo segretario Filca Cisl Biella e illustrato da Alessandro De Lisi.</em></p>
<p><strong><em>- <span style="text-decoration: underline;">“i bambini soldato … tra solidarietà e speranza”</span> </em></strong><em>(organizzato dall’Ass. il piccolo fiore &#8211; Domus </em><em>Laetitiae) 11/11/10 Comune Verrone;</em></p>
<p><strong><em>- <span style="text-decoration: underline;">Incontro alla vita 2011</span> </em></strong><em>– (organizzato dall’Ass. il piccolo fiore &#8211; Domus Laetitiae) &#8211; maggio 2011 in </em><em>collaborazione con la Fondazione Internazionale il giardino delle rose blu.</em></p>
<p style="text-align: right;"><em>Domenico Cipolat</em></p>
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		<title>Il Programma del Festival NoDalMolin 2010</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 12:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco.sansoe</dc:creator>
				<category><![CDATA[culture]]></category>
		<category><![CDATA[movimenti&reti&territorio]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Programma del Festival NoDalMolin 2010 Programma &#124; Spettacoli &#124; Dibattiti &#124; Eventi al Parco della Pace &#124; Altri eventi &#124;Libreria &#124; Ospiti &#124; Stand &#38; strutture &#124; Parco delle Fornaci &#124; Bar&#38;cucina &#124; Edizione 2009 &#124; Collabora all’edizione 2010 &#124; Banner &#124; Articoli Il programma è ancora provvisorio e in via di definizione: potrebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Il Programma del Festival NoDalMolin 2010</h1>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.lacittadisotto.org/wp-content/uploads/2010/09/arton1027-b2ffd.jpg"><img class="size-medium wp-image-741  aligncenter" title="arton1027-b2ffd" src="http://www.lacittadisotto.org/wp-content/uploads/2010/09/arton1027-b2ffd-300x123.jpg" alt="" width="300" height="123" /></a></p>
<pre><a href="spip.php?article1027#oggi">Programma</a> | <a href="spip.php?article1013#oggi">Spettacoli</a> | <a href="spip.php?article1034">Dibattiti</a> | <a href="spip.php?article1033">Eventi al Parco della Pace</a> | <a href="spip.php?article1023">Altri eventi</a> |<a href="spip.php?article1035">Libreria</a> | <a href="spip.php?article1022">Ospiti</a> | <a href="spip.php?article1029">Stand &amp; strutture</a> | <a href="spip.php?article1018">Parco delle Fornaci</a> | <a href="spip.php?article1021">Bar&amp;cucina</a> |
<a href="spip.php?article465">Edizione 2009</a> | <a href="spip.php?article1014">Collabora all’edizione 2010</a> | <a href="spip.php?article1019">Banner</a> | <a href="spip.php?article1026">Articoli</a></pre>
<p>Il programma è ancora provvisorio e in via di definizione: potrebbe subire delle modifiche; ma, soprattutto, saranno aggiunti molti appuntamenti!</p>
<h2>Mercoledì 1 settembreore 18.00 INAUGURAZIONEore 21.00 performance<br />
<a href="spip.php?article1013#laquidara">Patrizia Laquidara e Mirco Maistro</a><br />
al <a href="spip.php?article1033">Parco della Pace</a><br />
<hr />Giovedì 2 settembre</h2>
<h2>ore 18.00 inaugurazione mostra fotografica<br />
<a href="spip.php?article1023#mostrafotografica">Come eravamo</a><br />
30 anni fa a Vicenza la Marcia della Pace contro l’istallazione dei Cruise a Comiso<br />
Foto di Delfino Sartori e Isanno Nardotto</h2>
<h2>ore 18.30 dibattito<br />
<a href="spip.php?article1034#parco">Il Parco della Pace: un bene comune</a><br />
tavola rotonda con rappresentanti del movimento vicentino e <a href="spip.php?article1022#calimani">l’università di Camerino</a><br />
c/o Spazio Dibattiti &#8220;<em>Piazza dell’AltroComune</em>&#8220;- <a href="spip.php?article1018">Parco delle Fornaci</a></h2>
<h2>ore 20.00 presentazione libro<br />
<a href="spip.php?article1035#libromartinelli">L’acqua è una merce</a><br />
Con l’autore <a href="spip.php?article1022#martinelli">Luca Martinelli</a> e <a href="spip.php?article1022#bonan">Valter Bonan</a><br />
c/o Spazio Libreria &#8211; <a href="spip.php?article1018">Parco delle Fornaci</a></h2>
<h2>ore 21.00 concerto<br />
<a href="spip.php?article1013#morris">Morris &amp; the magicals</a><br />
al <a href="spip.php?article1018">Parco delle Fornaci</a></h2>
<h2>
<hr /></h2>
<h2>Venerdì 3 settembre</h2>
<p><strong>ore 18.30</strong> dibattito<br />
<strong><a href="spip.php?article1034#militarizzazione">Danni collaterali: gli effetti della militarizzazione sui territori</a></strong><br />
con <a href="spip.php?article1022#mazzeo">Antonio Mazzeo</a>, <a href="spip.php?article1022#lannes">Gianni Lannes</a> e <a href="spip.php?article1022#gennaro">Valerio Gennaro</a><br />
c/o Spazio Dibattiti &#8220;<em>Piazza dell’AltroComune</em>&#8221; &#8211; <a href="spip.php?article1018">Parco delle Fornaci</a></p>
<p><strong>ore 21.00</strong> concerto<br />
<strong><a href="spip.php?article1013#assaltifrontali">Assalti Frontali</a></strong><br />
al <a href="spip.php?article1018">Parco delle Fornaci</a></p>
<hr /><strong>Sabato 4 settembre</strong></p>
<p><strong>ore 18.30</strong> dibattito<br />
<strong><a href="spip.php?article1034#polizia">Quando lo Stato uccide</a></strong><br />
con <a href="spip.php?article1022#giuliani">Haidi Giuliani</a>, <a href="spip.php?article1022#cucchi">Ilaria Cucchi</a>, <a href="spip.php?article1022#aldovrandi">Lino Aldrovrandi</a> e <a href="spip.php?article1022#rigamo">Marco rigamo</a><br />
c/o Spazio Dibattiti &#8220;<em>Piazza dell’AltroComune</em>&#8221; &#8211; <a href="spip.php?article1018">Parco delle Fornaci</a></p>
<p><strong>ore 21.00</strong> concerto<br />
<strong><a href="spip.php?article1013#franziska">Franziska</a></strong><br />
al <a href="spip.php?article1018">Parco delle Fornaci</a></p>
<hr /><strong>Domenica 5 settembre</strong></p>
<p><strong>ore 18.30</strong> dibattito<br />
<strong><a href="spip.php?article1034#calcio">Rovesciamo lo sport: il calcio non è business ma bene comune</a></strong></p>
<p>con la partecipazione di <a href="spip.php?article1022#sanprecario">Polisportiva San Precario</a>, <a href="spip.php?article1022#veneziaunited">Venezia United</a>, e <a href="spip.php?article1022#liberinantes">Liberi Nantes</a> &#8211; coordina <a href="spip.php?article1022#grozni">Ivan Grozni</a><br />
c/o Spazio Dibattiti &#8220;<em>Piazza dell’AltroComune</em>&#8221; &#8211; <a href="spip.php?article1018">Parco delle Fornaci</a></p>
<p><strong>ore 21.00</strong> spettacolo teatrale e con<br />
<strong><a href="spip.php?article1013#cristicchi">Simone Cristicchi</a></strong><br />
al <a href="spip.php?article1018">Parco delle Fornaci</a></p>
<hr /><strong>Lunedì 6 settembre</strong></p>
<p><strong>ore 18.30</strong> Dibattito<br />
<a href="spip.php?article1034#genova"><strong>Genova, dieci anni dopo</strong></a><br />
con <a href="spip.php?article1022#rinaldini">Gianni Rinaldini</a>, Luca Casarini, e Nicola Frantoianni<br />
c/o Spazio Dibattiti &#8220;<em>Piazza dell’AltroComune</em>&#8221; &#8211; <a href="spip.php?article1018">Parco delle Fornaci</a></p>
<p><strong>ore 20.00</strong> Presentazione libro<br />
<a href="spip.php?article1035#librobrunello"><strong>Storie di anarchici e di spie. Polizia e politica nell’Italia liberale</strong></a>, di Piero Brunello (Donzelli, 2010).<br />
Sarà presente l’autore.<br />
c/o Spazio libreria</p>
<p><strong>ore 20.00</strong> Concerto aperitivo<br />
Il jazz degli &#8220;SSD&#8221;. Con David Simonetti (chitarra), Federico Valdemarca (contrabbasso), Stefano Porro (batteria)<br />
<a href="spip.php?article1018">Parco delle Fornaci</a></p>
<hr /><strong>Martedì 7 settembre</strong></p>
<p><strong>ore 18.00</strong> Presentazione del libro<br />
<a href="spip.php?article1035#librolanaro"><strong>Il popolo delle pignatte</strong></a><br />
con l’autore Guido Lanaro<br />
al <a href="spip.php?article1018">Parco delle Fornaci</a></p>
<p><strong>ore 19.30</strong> Presentazione del documentario<br />
<strong><a href="spip.php?article1023#standingarmy">Standing Army</a></strong><br />
con la presenza degli <a href="spip.php?article1022#fazi">Thomas Fazi</a><br />
al <a href="spip.php?article1018">Parco delle Fornaci</a></p>
<p><strong>ore 21.00</strong> concerto<br />
<strong><a href="spip.php?article1013#mcr">Modena City Ramblers</a></strong><br />
al <a href="spip.php?article1018">Parco delle Fornaci</a></p>
<hr /><strong>Mercoledì 8 settembre</strong></p>
<p><strong>ore 16.00</strong> incontro con<br />
<strong><a href="spip.php?article1022#dongallo">Don Gallo</a></strong><br />
al <a href="spip.php?article1033">Parco della Pace</a></p>
<p><strong>ore 19.00</strong> reading poetico-musicale<br />
Viaggio clandestino, di Mirko Donà<br />
<a href="spip.php?article1035#librotoms"><strong>Tutto fumo, niente Ariosto</strong></a>, di Toms Ruben<br />
con l’accompagnamento musicale di: Max Fazenda (chitarra elettrica), Maurilio Dal Lago (chitarra elettrica), Enrico Antonello (tromba), Adriano Beghin (cornamusa)<br />
al <a href="spip.php?article1018">Parco delle Fornaci</a></p>
<p><strong>ore 21.00</strong> spettacolo teatrale<br />
<strong>Ciranò e il suo invadente naso</strong><br />
con <strong><a href="spip.php?article1013#piccionaia">La Piccionaia – I Carrara</a></strong><br />
al <a href="spip.php?article1018">Parco delle Fornaci</a></p>
<hr /><strong>Giovedì 9 settembre</strong></p>
<p><strong>ore 18.00</strong> dibattito<br />
<a href="spip.php?article1034#nucleare">Crisi ecologica: riflessioni a più voci verso la conferenza di Cancun</a><br />
con <a href="spip.php?article1022#tornatore">Luca Tornatore</a>, <a href="spip.php?article1022#viale">Guido Viale</a>, <a href="spip.php?article1022#bettin">Gianfranco Bettin</a> e Luigi Sertorio<br />
c/o Spazio Dibattiti &#8220;<em>Piazza dell’AltroComune</em>&#8221; &#8211; <a href="spip.php?article1018">Parco delle Fornaci</a></p>
<p><strong>ore 20.00</strong> Presentazione del libro<br />
<a href="spip.php?article1035#libroviale">La civiltà del riuso</a><br />
con l’autore <a href="spip.php?article1022#viale">Guido Viale</a> e la cooperativa sociale Insieme<br />
al <a href="spip.php?article1018">Parco delle Fornaci</a></p>
<hr /><strong>Venerdì 10 settembre</strong></p>
<p><strong>ore 18.00</strong> laboratorio<br />
<a href="spip.php?article1034#partecipazione">Il Parco della Pace è un bene comune: progettarlo insieme è possibile?</a><br />
con <a href="spip.php?article1022#sclavi">Marianella Sclavi</a><br />
c/o Spazio Dibattiti &#8220;<em>Piazza dell’AltroComune</em>&#8221;<br />
a <em>cura del <a href="http://www.nodalmolin.it/spip.php?mot7">Gruppo Donne del Presidio NoDalMolin</a></em><br />
al <a href="spip.php?article1018">Parco delle Fornaci</a></p>
<p><strong>ore 20.00</strong> Presentazione del libro<br />
<a href="spip.php?article1035#libromorini"><strong>Per amore o per forza</strong></a><br />
con l’autrice <a href="spip.php?article1022#morini">Cristina Morini</a><br />
al <a href="spip.php?article1018">Parco delle Fornaci</a></p>
<p><strong>ore 21.00</strong> concerto<br />
<strong><a href="spip.php?article1013#generallevy">General Levy</a></strong><br />
al <a href="spip.php?article1018">Parco delle Fornaci</a></p>
<hr /><strong>Sabato 11 settembre</strong></p>
<p><strong>ore 10.00</strong> assemblea<br />
Incontro nazionale della <a href="spip.php?article1023#rigas">Rete Italiana Giustizia Ambientale</a><br />
c/o Spazio Dibattiti &#8220;<em>Piazza dell’AltroComune</em>&#8221;<br />
al <a href="spip.php?article1018">Parco delle Fornaci</a></p>
<p><strong>ore 11.00</strong> assemblea<br />
Assemblea dei bambini con la presenza di <a href="spip.php?article1022#felix">Felix Finkbeiner</a>, fondatore del movimento &#8220;Plant for the planet&#8221;</p>
<p><strong>ore 19.00</strong> Presentazione del fumetto<br />
<a href="spip.php?article1035#librocalia"><strong>Global Warming</strong></a><br />
con l’autore <a href="spip.php?article1022#calia">Claudio Calia</a><br />
al <a href="spip.php?article1018">Parco delle Fornaci</a></p>
<p><strong>ore 21.00</strong> concerto<br />
<strong><a href="spip.php?article1013#bassanese">Luca Bassanese + Banda Osiris + Coro delle Mondine di Bentivoglio</a></strong><br />
al <a href="spip.php?article1018">Parco delle Fornaci</a></p>
<hr /><strong>Domenica 12 settembre</strong></p>
<p><strong>ore 15.00-19.00</strong> mostra/mercato<br />
<a href="spip.php?article1023#mercato"><strong>Mercato dei produttori locali e delle autoproduzioni</strong></a><br />
al <a href="spip.php?article1033">Parco della Pace</a></p>
<p><strong>ore 15.30</strong> laboratorio/incontro con<br />
<strong>Io lo so fare</strong><br />
<strong><a href="spip.php?article1022#spiazziverdi">Spiazzi Verdi</a></strong> e <strong><a href="spip.php?article1022#correggia">Marinella Correggia</a></strong><br />
al <a href="spip.php?article1033">Parco della Pace</a></p>
<p><strong>ore 18.00</strong> spettacolo teatrale<br />
<strong>Orti Insorti</strong><br />
con <strong><a href="spip.php?article1013#guerrini">Elena Guerrini</a></strong><br />
<em>Biglietto di ingresso non monetario, attraverso il baratto di prodotti della terra</em><br />
al <a href="spip.php?article1033">Parco della Pace</a></p>
<p><strong>ore 21.00</strong> concerto<br />
<strong><a href="spip.php?article1013#skaj">Ska j</a></strong><br />
al <a href="spip.php?article1033">Parco della Pace</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>No TaV. Incontro.</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 07:29:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco.sansoe</dc:creator>
				<category><![CDATA[NO TAV]]></category>
		<category><![CDATA[movimenti&reti&territorio]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[No TaV Lunedì 06 settembre,    21.00 &#8211; 23.00 Chiusa di San Michele presso la Piazza della Repubblica Le Amministrazioni Comunali e la Comunità Montana Visto il Progetto Preliminare della TAV Torino-Lione Che prevede un forte impatto sulla Piana delle Chiuse, con enormi infrastrutture e oltre 10 anni di cantierizzazione. Invitano la popolazione ad una SERATA [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: center;">No TaV</h1>
<p style="text-align: center;"><strong>Lunedì 06 settembre,    </strong>21.00 &#8211; 23.00</p>
<p style="text-align: center;">Chiusa di San Michele<br />
<em>presso la Piazza della Repubblica</em></p>
<p>Le Amministrazioni Comunali e la Comunità Montana Visto il Progetto Preliminare della TAV Torino-Lione Che prevede un forte impatto sulla Piana delle Chiuse, con enormi infrastrutture e oltre 10 anni di cantierizzazione.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Invitano la popolazione ad una SERATA INFORMATIVA</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>FESTE !!!</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 07:24:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco.sansoe</dc:creator>
				<category><![CDATA[culture]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[Rivoli (TO), 4 e 5 settembre 2009, dale 10:00 alle 24:00 Via sestriere (cavalcavia tangenziale sud) e via Salvador Allende n&#8217; 3 RIVOLUTION STREEET JAM CONVENTION INTERNAZIONALE DI MUSICA E GRAFFITI. La seconda edizione di “RIVOLUTION STREET JAM” organizzata dal comune di Rivoli e l&#8217;associazione Artefatti. ARTISTI DI FAMA INTERNAZIONALE &#8211; BREAKDANCE BANCARELLE &#8211; RISTORO [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>Rivoli (TO), 4 e 5 settembre 2009,</strong></p>
<p style="text-align: center;">dale 10:00 alle 24:00<br />
Via sestriere (cavalcavia tangenziale sud) e via Salvador Allende n&#8217; 3</p>
<ul>
<li>RIVOLUTION STREEET JAM</li>
<li>CONVENTION INTERNAZIONALE DI MUSICA E GRAFFITI.</li>
</ul>
<p style="text-align: center;">La seconda edizione di “RIVOLUTION STREET JAM” organizzata dal comune di Rivoli e l&#8217;associazione Artefatti.<br />
ARTISTI DI FAMA INTERNAZIONALE &#8211; BREAKDANCE<br />
BANCARELLE &#8211; RISTORO &#8211; GIOCOLIERI</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Nuovo Skate Plaza</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Rivalta di Torino</strong></p>
<p style="text-align: center;">P.zza Gerbidi</p>
<ul>
<li>VENERDI&#8217; 3       
<ul>
<li>18.30 <strong>::</strong> 365 BMX DEMO</li>
<li>21.00 <strong>::</strong>  I Mammuth (Zelig) presentano:<br />
THE L.A.M (concerto): jam sassio+ospite,  ivan Bert(tromba), Toti Canzoneti (flauto)</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li>SABATO 4<br />
14.00 <strong>::</strong> battle team skate, inaugurazione skatepark; breakdance contest<br />
21.00 <strong>::</strong> DOT VIBES(concerto);   ZULI (concerto)</li>
</ul>
<p> </p>
<ul>
<li style="text-align: left;">DOMENICA 5<br />
14.00 :: free skate; contest skateboard<br />
21.00 :: JOLLA WITH US (concerto)<br />
            REFOUNDER(concerto)<br />
            HANGOVER PISS(concerto)<br />
            ROAST YOUTH(concerto)</p>
<p style="text-align: center;">CAMPING AREA PER I 3 GIORNI</p>
<p style="text-align: center;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
</li>
</ul>
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		<title>Festa Fiom a Torino</title>
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		<comments>http://www.lacittadisotto.org/?p=719#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 06:52:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco.sansoe</dc:creator>
				<category><![CDATA[culture]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.lacittadisotto.org/wp-content/uploads/2010/08/fiom8.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-729" title="fiom" src="http://www.lacittadisotto.org/wp-content/uploads/2010/08/fiom8-723x1024.jpg" alt="" width="723" height="1024" /></a></p>
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		<title>30 anni fa moriva Basaglia.</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 13:54:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco.sansoe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Liberi tutti !]]></category>
		<category><![CDATA[culture]]></category>

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		<description><![CDATA[Trent&#8217;anni fa la psichiatria perse Franco Basaglia    di Maria Grazia Giannichedda In questi trent&#8217;anni che ci separano dall&#8217;estate in cui Franco Basaglia è morto, a cinquantasei anni, dopo una malattia breve e in un momento cruciale della sua vita e del suo mondo (aveva lasciato Trieste per la Regione Lazio, le leggi psichiatrica e sanitaria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Trent&#8217;anni fa la psichiatria perse Franco Basaglia    </strong>di <em>Maria Grazia Giannichedda</em></p>
<p>In questi trent&#8217;anni che ci separano dall&#8217;estate in cui Franco Basaglia è morto, a cinquantasei anni, dopo una malattia breve e in un momento cruciale della sua vita e del suo mondo (aveva lasciato Trieste per la Regione Lazio, le leggi psichiatrica e sanitaria erano state approvate da appena due anni) si può ben dire che si sia aperto e chiuso un ciclo. Le strutture dell&#8217;epoca sono state profondamente cambiate da queste due riforme, e questo è vero soprattutto per la psichiatria, che nel 1980 era centrata sugli oltre sessantamila posti letto dei manicomi, oggi chiusi. Il cambiamento organizzativo che si è compiuto nelle strutture non è stato però accompagnato &#8211; lo si è detto molto in questi anni &#8211; dalla trasformazione in senso democratico della loro funzione e delle culture degli operatori; o perlomeno questa trasformazione è stata insufficiente, concentrata in alcuni luoghi, bloccata sulla scala locale e fondata sull&#8217;impegno quasi militante di dirigenti e operatori.</p>
<p>Tuttavia, tra il si può dimostrato da queste esperienze locali, il si deve della riforma in piedi da più di trent&#8217;anni, e il mondo dei cittadini utenti si è creata una sorta di circolo virtuoso, che ha generato aspettative di diritti e speranze sempre più riferite alla figura di Franco Basaglia: gli ascolti record raggiunti lo scorso febbraio dal film girato per la televisione C&#8217;era una volta la città dei matti, basato sulla sua vita e la sua impresa, testimoniano di questa popolarità, oltre che della qualità del film e del fascino della vicenda di Trieste.</p>
<p>Sono tanti i modi in cui si esprime questa domanda di diritti e di speranze, rovesciando i punti di vista precedenti al lavoro di Basaglia, e si traducono in associazioni e cooperative di familiari, utenti, operatori che fanno imprese sociali, abitazioni assistite, iniziative di cultura, sport, viaggi che spesso trovano spazio nei media e mettono in scena una follia ben lontana da quella «assenza d&#8217;opera» di cui scriveva Michel Foucault seguendo la nascita del manicomio. Inoltre, non poca importanza hanno avuto le denunce degli abusi tutt&#8217;ora commessi nei servizi psichiatrici pubblici e privati: l&#8217;uso del trattamento obbligatorio come misura di sicurezza, la segregazione, la privazione degli oggetti personali e la restrizione nelle comunicazioni, fino alla contenzione fisica protratta tanto da causare la morte. Sono noti gli ultimi due casi oggetto di inchieste giudiziarie ancora in corso: quello di Giuseppe Casu, morto il 22 giugno del 2006 nel servizio psichiatrico del Ss. Trinità di Cagliari dopo sette giorni di contenzione ininterrotta, e quello di Francesco Mastrogiovanni, morto il 31 luglio 2009 nel servizio psichiatrico di Vallo della Lucania dopo tre giorni di contenzione documentata dalle telecamere poste a paradossale sicurezza dei ricoverati. Entrambe queste vicende sono venute alla luce perché i familiari, sostenuti da una parte degli operatori, si sono rifiutati di subire le morti dei loro congiunti come esito infausto della malattia, convinti che sia «possibile assistere la persona folle in un altro modo», come diceva Basaglia in una conferenza del 1979.</p>
<p>Il personaggio chiave di queste vicende non è più il malato «non collaborativo», come ora la psichiatria usa dire, ma il medico che non sa o non vuole accostarsi a lui con competenza e rispetto, diventando così una figura pericolosa per coloro che hanno la sventura di trovarsi in suo potere. Forse il pensiero e la prassi di Basaglia hanno fatto scuola più tra i cittadini che tra gli operatori: ricomincino loro, dunque, dal suo esempio.</p>
<p><em>il manifesto, 29/8/2010</em><em></em></p>
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		<title>PER ROMPERE L’ASSEDIO DELLA STRISCIA DI GAZA PIENO APPOGGIO ALLE PROSSIME FLOTTIGLIE E AI PROSSIMI CONVOGLI DIRETTI A GAZA</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 13:33:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco.sansoe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Laboratorio sociale]]></category>
		<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[azione]]></category>
		<category><![CDATA[globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[movimenti&reti&territorio]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[PER ROMPERE L’ASSEDIO DELLA STRISCIA DI GAZA PIENO APPOGGIO ALLE PROSSIME FLOTTIGLIE E AI PROSSIMI CONVOGLI DIRETTI A GAZA Il terribile massacro a bordo della Mavi Marmara il 31 maggio ha portato a uncambiamento radicale dell&#8217;opinione pubblica internazionale nei confronti dell&#8217;assedio disumano del popolo di Gaza. Lungi dall&#8217;aver dissuaso le persone di coscienza dal tentare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>PER ROMPERE L’ASSEDIO DELLA STRISCIA DI GAZA PIENO APPOGGIO ALLE PROSSIME FLOTTIGLIE E AI PROSSIMI CONVOGLI DIRETTI A GAZA</strong></p>
<p>Il terribile massacro a bordo della <em>Mavi Marmara</em> il 31 maggio ha portato a uncambiamento radicale dell&#8217;opinione pubblica internazionale nei confronti dell&#8217;assedio disumano del popolo di Gaza.</p>
<p>Lungi dall&#8217;aver dissuaso le persone di coscienza dal tentare di porre fine a quell&#8217;assedio, l&#8217;assalto israeliano contro la Freedom Flotilla sta spingendo un maggior numero di attivisti a portare aiuti umanitari al popolo palestinese e a porre fine al blocco.</p>
<p><strong><em>Viva Palestina UK </em></strong>ha lanciato &#8220;<strong>Viva Palestina 5 &#8211; a global lifeline to Gaza&#8221;</strong>, un convoglio via terra, senza precedenti, che partirà da Londra <strong>sabato 18 settembre, </strong>in collegamento con i convogli che partiranno da Casablanca e da Doha (Qatar), con l&#8217;obiettivo di raggiungere Gaza con 500 veicoli di aiuti.</p>
<p>E&#8217; giunto il tempo di rispondere alle atrocità quotidiane dei militari israeliani con un flusso di umanità verso il popolo di Gaza. </p>
<p>Contemporaneamente <strong><em>l&#8217;International Committee to Break the Siege on Gaza </em></strong>sta<strong> </strong>organizzando la Freedom Flotilla II, una flottiglia più grande della precedente, con l&#8217;obiettivo di<strong> </strong>arrivare a Gaza, a ottobre, nello stesso momento dei convogli.<strong></strong></p>
<p>Il messaggio del popolo assediato di Gaza è forte e chiaro: arrivate numerosi, in modo coordinato e organizzato, via mare e via terra, per consegnare aiuti vitali, per mettere in evidenza la brutalità e la violenza dell&#8217;assedio e per porre fine a questa barbara situazione.</p>
<p>Questo è il motivo per il quale il convoglio globale verso il valico di Rafah, che il governo egiziano ha affermato essere “aperto”, una atroce menzogna tra le tante, è così vitale.</p>
<p>Questo è il motivo per il quale la <strong>Freedom Flotilla</strong> <strong>II</strong>, a fronte delle molte dichiarazioni di condanna dell&#8217;assedio, dopo l’eccidio della <em>Mavi Marmara</em>, che non hanno avuto alcun seguito operativo, è così vitale.</p>
<p><strong><em>Viva Palestina Italia</em></strong>, su delega di Viva Palestina UK, ha il compito di coordinare la partecipazione italiana al convoglio che partendo da Londra arriverà a Gaza attraverso la Francia, l&#8217;Italia, la Grecia, la Turchia, la Siria, la Giordania e l&#8217;Egitto.</p>
<p>L&#8217;obiettivo ambizioso è di contribuire con almeno 20 veicoli dall&#8217;Italia.</p>
<p>Il movimento di solidarietà con la resistenza del popolo palestinese sta assumendo, attraverso tutte queste iniziative, le caratteristiche di autentiche <strong>brigate internazionali di attivisti non-violenti. </strong>Bisogna rispondere con la forza della ragione politica e la determinazione del<strong> </strong>dovere morale a chi tenta di criminalizzare quanti hanno partecipato ai convogli e alle flottiglie<strong> </strong>precedenti e quanti, governi e associazioni umanitarie, li hanno sostenuti.<strong></strong></p>
<p>Noi sottoscritti, consci della gravità della situazione nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, delle discriminazioni alle quali sono soggetti i palestinesi cittadini di Israele, del problema irrisolto dei profughi, esprimiamo tutto il nostro appoggio ai convogli e alle flottiglie che si stanno organizzando in numerosi paesi e anche in Italia.</p>
<p>Noi sottoscritti, consapevoli della complicità attiva con Israele dei governi occidentali, e tra questi del governo italiano, e dei paesi arabi “moderati”, invitiamo, in questo momento di profonda crisi morale, culturale e politica della società italiana, tutte le persone di coscienza, tutte le istituzioni rappresentative, tutte le organizzazioni politiche e sindacali, tutto l&#8217;associazionismo, a sostenere, politicamente ed economicamente, queste iniziative affinché venga posta fine ad una delle situazioni più barbare e disumane dei nostri tempi, la costrizione di 1.500.000 palestinesi nel campo di concentramento a cielo aperto della Striscia di Gaza.</p>
<p>La lotta a sostegno dei palestinesi è una lotta in difesa di tutti i popoli oppressi.</p>
<p>E&#8217; una lotta contro il colonialismo occidentale che in Medio Oriente ha manifestato e manifesta tutte le sue forme più odiose e criminali.</p>
<p><strong>E&#8217; una lotta per la dignità umana.</strong></p>
<p><em><strong> </strong>Chi vuole aderire a questa presa di posizione invii una email a:</em>  <strong>vivapalestinaitalia@gmail.com.</strong></p>
<p> <a href="mailto:info@ism-italia.org">info@ism-italia.org</a>;  <a href="mailto:vivapalestinaitalia@gmail.com">vivapalestinaitalia@gmail.com</a>;  <a href="http://www.ism-italia.org/">www.ism-italia.org</a>;  <a href="http://www.vivapalestina.org/">www.vivapalestina.org</a> <strong></strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Manuale per vivere meglio.</title>
		<link>http://www.lacittadisotto.org/?p=642</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 07:30:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco.sansoe</dc:creator>
				<category><![CDATA[No Nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[movimenti&reti&territorio]]></category>
		<category><![CDATA[terra !]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lacittadisotto.org/?p=642</guid>
		<description><![CDATA[Ancora qualche suggerimento, di Guido Viale,  per confrontarci sui temi del risparmio energetico, di nuovi modelli di vita e scelte di governo del territorio. Nel corso degli ultimi decenni, in quasi tutto il mondo «sviluppato», i redditi da lavoro dipendente hanno subito una riduzione di circa dieci punti percentuali di Pil a favore dei redditi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ancora qualche suggerimento, di Guido Viale,  per confrontarci sui temi del risparmio energetico, di nuovi modelli di vita e scelte di governo del territorio.</em></p>
<p>Nel corso degli ultimi decenni, in quasi tutto il mondo «sviluppato», i redditi da lavoro dipendente hanno subito una riduzione di circa dieci punti percentuali di Pil a favore dei redditi da capitale e dei compensi professionali.</p>
<p>L&#8217;aumento delle differenziazioni salariali e la diffusione del precariato ha reso questa redistribuzione ancora più iniqua, moltiplicando la schiera dei senza salario e dei working poor, cioè di coloro che pur lavorando non riescono a raggiungere un reddito sufficiente per vivere decentemente. La crisi ha messo in luce &#8211; e continuerà a farlo per anni &#8211; la profondità di questa trasformazione.<br />
Una parte dell&#8217;impoverimento delle classi lavoratrici era stato a lungo occultato con l&#8217;indebitamento (mutui, acquisti a rate, carte di credito, «prestiti d&#8217;onore», usura) sul cui traffico è ingrassata la finanza internazionale con i suoi beneficiari, poi messi in salvo dalle misure anticrisi degli Stati.<br />
Questo processo ha alterato profondamente la struttura industriale del mondo. La produzione dei beni di consumo più popolari ha progressivamente abbandonato i paesi già industrializzati, per trasformare la Cina e gran parte del Sudest asiatico in un&#8217;area manifatturiera al servizio del resto del mondo. In compenso è enormemente cresciuto, al servizio dei ceti politici, manageriali e professionali più ricchi o di autentici rentier, ormai diffusi in tutti i paesi del mondo, un consumo opulento costituitosi in un vero e proprio comparto, denominato per l&#8217;appunto «lusso», che riunisce indifferentemente gioielli, abbigliamento, pelletteria, arredamento, auto, imbarcazioni, aerei personali, resort turistici, case e uffici principeschi, a cui è stato in larga parte delegato il compito di sostenere produzione e occupazione nei paesi di più antica industrializzazione: una sorta dei «keynesismo» di seconda generazione, in cui a sostenere la domanda non è più la spesa pubblica, ma quella dei ricchi.</p>
<p>Questa nuova allocazione delle risorse dà la misura dei guasti, in gran parte irreversibili, di un trentennio di liberismo. Difficilmente un aumento dei redditi popolari e della conseguente domanda di prodotti di consumo potrebbero avere effetti sostanziali su produzione e occupazione nei paesi di più antica industrializzazione; a meno di promuovere un processo di riterritorializzazione che, insieme alla rilocalizzazione degli impianti, investa contestualmente anche i modelli di consumo, gli stili di vita e la tipologia dei beni e dei servizi prodotti.<br />
<strong>Come eliminare gli sprechi</strong></p>
<p>È altamente improbabile, comunque, che nei prossimi anni si possa assistere a un sostanziale recupero salariale, visti gli attuali rapporti di forza, che in tutto il mondo hanno messo alle corde il lavoro dipendente: grazie alla facilità con cui le produzioni possono essere delocalizzate in paesi con salari e protezioni ambientali più basse (e con un interventismo di Stato più elevato: vedi il caso Fiat Serbia); ma anche ai flussi migratori messi in moto dalla globalizzazione: sia dell&#8217;informazione e dei trasporti che quella della miseria. Caso mai è più probabile che continui il trend di deflazione salariale attuale.</p>
<p>Pertanto, senza sminuire l&#8217;importanza di mantenere aperto il fronte della lotta per il salario, la difesa delle condizioni di vita dei percettori di redditi bassi &#8211; o di nessun reddito; o di qualche forma di assistenza progressivamente erosa dallo strangolamento del welfare state &#8211; va probabilmente affrontata con altri mezzi: soprattutto attraverso una riconversione dei modelli di consumo che non riduca l&#8217;accesso ai beni di base irrinunciabili &#8211; o che addirittura lo migliori &#8211; limitando però gli esborsi monetari, i consumi superflui e gli sprechi.</p>
<p>È ovvio che di questo indirizzo possono e dovrebbero diventare un punto di riferimento tutti coloro che hanno conservato una maggiore possibilità di aggregazione, e che in moti casi sono anche i più direttamente colpiti: cioè gli operai delle fabbriche, in particolare di quelle investite dalla crisi o sul punto di esserlo. Ma le loro battaglie potranno avere esiti positivi se riusciranno a mettere in moto processi che coinvolgano anche altre fasce sociali.</p>
<p>Innanzitutto, trasformazioni in questa direzione potranno avere tanto più successo quanto più le entità associative troveranno sostegno, legittimazione e supporti tecnici ed economici da parte delle amministrazioni locali; e, naturalmente, quanto più riusciranno a sviluppare una interlocuzione, legata a precise convenienze, con una parte, almeno, dell&#8217;imprenditoria: a partire da quella impegnata nel sistema distributivo e nel comparto agricolo, ma senza trascurare l&#8217;artigianato &#8211; soprattutto quello di manutenzione &#8211; e, attraverso processi più mediati, anche la grande impresa di produzione e di servizio. Il meccanismo che accomuna i diversi processi è, o parte, dallo stesso problema: aggregare domanda.</p>
<p><strong>La politica dei vuoti a rendere</strong></p>
<p>Cominciando dalle cose più semplici: la nostra spesa quotidiana è composta in larga misura da imballaggi inutili e costosi (Coldiretti ha calcolato, per una serie di items di largo consumo, che spesso l&#8217;imballaggio assomma a un terzo del valore del prodotto e a volta lo supera: la quarta settimana di salario se ne va direttamente nel cassonetto). Buone pratiche dal successo ormai consolidato dimostrano che molti di questi imballaggi, destinati a inquinare l&#8217;ambiente sotto forma di rifiuti e ad aggravare i bilanci dei Comuni (e degli utenti che pagano la Tia o la Tarsu) sotto forma di servizi di igiene urbana, possono essere eliminati con circuiti di vuoto a rendere o, in molti casi, con la vendita alla spina. Dove gli enti locali si sono impegnati a promuovere questi sistemi, diffusione e accettazione sono state più rapide. Lo stesso vale per l&#8217;usa e getta, dalle stoviglie ai gadget ai pannolini.</p>
<p>Tra il campo e il negozio l&#8217;intermediazione dei prodotti freschi assorbe fino a quattro quinti del prezzo finale. I Gas (Gruppi di acquisto solidale) hanno dimostrato che in molti casi è possibile instaurare rapporti diretti con gli agricoltori, garantendo la qualità biologica del prodotto, un maggior ricavo per i produttori e un risparmio per i consumatori. Un vantaggio analogo &#8211; anche se con minori controlli &#8211; lo offrono i farm market (mercati aperti alla vendita diretta da parte dei produttori agricoli). In entrambi i casi i Comuni possono giocare un ruolo centrale, innanzitutto nell&#8217;autorizzare, ma anche nel promuovere e sostenere, entrambi i processi.<br />
Gli acquisti dei Gas, che sono una forma di auto-organizzazione dal basso, possono progressivamente estendersi a una gamma molto più ampia di prodotti, compresi molti beni durevoli: forse non tutte le intermediazioni possono essere facilmente bypassate; ma una convenzione con distributori disponibili, specie se promossa o garantita da un&#8217;amministrazione locale, può alleggerire notevolmente i ricarichi.</p>
<p>Da oltre un anno il mercato dell&#8217;energia è stato liberalizzato. Certo gli utenti non possono seguire giorno per giorno i corsi del kWh per scegliere di volta in volta il fornitore più economico. Ma quello che non può fare il singolo lo può fare per conto di tutti un&#8217;associazione; specie se a promuoverla o a garantirla è un Ente locale in grado di mettere a disposizione anche le competenze specifiche necessarie; magari ingaggiando o costituendo una Esco (Energy Saving Company, cioè una società autorizzata a svolgere operazioni del genere). La stessa operazione si può fare contrattando direttamente anche le bollette telefoniche e di connessione con i provider informatici.<br />
E veniamo agli interventi più pesanti: costi e consumi di riscaldamento e condizionamento (e persino quelli di illuminazione) possono venir contenuti drasticamente con interventi sulle apparecchiature, sull&#8217;impiantistica e sugli involucri degli edifici, tutte cose che oggi sono incentivate e che potrebbero fruire di un Ftt (finanziamento tramite terzi) se eseguiti su larga scala. Una modalità che può azzerare i costi di installazione, ma a cui nessun privato ha la possibilità di accedere singolarmente. Un&#8217;iniziativa dell&#8217;Ente locale per promuovere l&#8217;accesso a questa opportunità in forma associata potrebbe sortire risultati rilevanti. Ovviamente il primo a mettere in ordine i propri edifici e impianti (anche per il suo effetto dimostrativo) dovrebbe essere l&#8217;Ente locale stesso, magari imponendo lo stesso intervento ai soggetti su cui può avere voce in capitolo: a partire dagli ospedali, grandi consumatori di energia per riscaldamento, raffrescamento, forza motrice e sterilizzazione.</p>
<p>Questo discorso vale a maggior ragione per il ricorso alle fonti rinnovabili; solare termico per acqua sanitaria e preriscaldamento dei locali, fotovoltaico, ma anche eolico (dove ce ne sono le condizioni), minieolico e biogas nelle aziende agricole e negli stabilimenti sparsi sul territorio.<br />
L&#8217;auto (acquisto, assicurazione, carburante, manutenzione, parcheggio e multe) divora da un terzo alla metà dei redditi bassi. Si dice che nessuno è disposto a staccarsi da questa sua protesi, e in parte è vero. Ma un servizio efficiente di mobilità di linea e personalizzata, promuovendo e organizzando car pooling, car sharing e trasporto a domanda, può permettere, soprattutto a chi l&#8217;auto propria o due auto in famiglia non può più permettersele, di farne a meno: con risparmi sostanziali.</p>
<p><strong>Recuperare i beni dismessi</strong></p>
<p>Una grande risorsa è infine nascosta nel mercato dell&#8217;usato, oggi marginalizzato da un cumulo di divieti e dalle stigmate dell&#8217;esclusione. La quantità di beni durevoli avviati alla discarica o alla rottamazione senza essere né consunti né inutilizzabili è immensa. Qui il ruolo delle amministrazioni pubbliche può essere centrale. Sia per autorizzare raccolta, selezione, riabilitazione e commercio dei beni oggi destinati a ingrossare il flusso dei rifiuti (si pensi solo a quello che arriva nelle stazioni ecologiche), sia per legittimare e riconoscere un merito sociale a chi pratica, in qualsiasi posizione lungo la filiera del riuso, il recupero dei beni dismessi.<br />
Strettamente legate alla estensione del riuso sono la capacità e la possibilità di riparare e di tenere in esercizio i beni durevoli che si guastano. Una capacità che può essere insegnata e diffusa: sia facendo riacquistare a ciascuno di noi, nei casi più semplici, una manualità a cui abbiamo rinunciato da tempo; sia creando le condizioni perché, nei casi più complessi, un esercito di artigiani sia disponibile a costi accettabili a prendersi cura dei beni da riparare; per permetterci di continuare a usarli, o per cederli a chi è disposto a riusarli.</p>
<p>È questo un grande bacino occupazionale, da tempo trascurato, ma che, oltre a ridurre gli sprechi, ha il vantaggio di riunire nella stessa persona manualità, attenzione (e persino amore) per le cose che ci circondano e competenze tecniche anche di altissimo livello: gli elementi essenziali del paradigma dell&#8217;«uomo artigiano» (Richard Sennett) in cui si concretizza la figura di lavoratore che ci porterà fuori, in positivo, dall&#8217;era fordista. Oltretutto, la presenza e l&#8217;accessibilità di reti diffuse e capillari di riparatori possono indurre una parte dell&#8217;apparato industriale a riconsiderare come fattori competitivi durata e riparabilità dei beni messi in commercio. Due caratteristiche oggi totalmente sacrificate all&#8217;alimentazione dei mercati di sostituzione; ma due formidabili fonti di risparmio per il consumatore.</p>
<p><em>il manifesto, 18/8/2010</em></p>
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		<title>Le richieste del &#8220;Social Forum delle Americhe&#8221;.</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 12:21:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco.sansoe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Difendere la madre terra per difendere i diritti umani     di Elvira Corona Con gli interventi dei presidenti Latinoamericani Fernando Lugo, Evo Morales e Pepe Mujuca si è chiuso il IV Social Forum delle Americhe, svoltosi nella capitale paraguayana di Asunciòn dall&#8217;11 al 15 agosto. Come previsto quest&#8217;anno non c&#8217;è stato un unico appuntamento &#8211; che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Difendere la madre terra per difendere i diritti umani</strong>     di<em> Elvira Corona</em></p>
<p>Con gli interventi dei presidenti Latinoamericani Fernando Lugo, Evo Morales e Pepe Mujuca si è chiuso il <strong>IV Social Forum delle Americhe</strong>, svoltosi nella capitale paraguayana di Asunciòn dall&#8217;11 al 15 agosto. Come previsto quest&#8217;anno non c&#8217;è stato un unico appuntamento &#8211; che da ormai 10 edizioni si contrappone al Forum economico di Davos &#8211; ma una serie di eventi in varie parti del mondo e durante tutto l&#8217;anno.</p>
<p>Circa 10mila partecipanti, tra esponenti di movimenti della società civile e difensori dei diritti umani provenienti da diversi paesi si sono dati appuntamento ad Asunciòn per scambiare esperienze e proporre nuove strategie per un altro mondo possibile, partendo da un&#8217;altra America possibile. “La nostra America Latina è in cammino” &#8211; ha detto il padrone di casa Fernando Lugo, salutando e ringraziando tutti i partecipanti del Forum, sottolineando come solo fino a qualche anno fa sarebbe stato impossibile pensare di avere un <strong>presidente indigeno e un ex desaparecido tra i suoi ospiti</strong>, senza dimenticare che lui è un ex sacerdote.</p>
<p><strong>Riforma agraria, misure contro la militarizzazione del territorio e contro la criminalizzazione dei movimenti sociali dei popoli latinoamericani</strong> sono stati alcuni degli argomenti discussi durante la settimana in una serie di riunioni autogestite, ma anche il rispetto della madre terra contro lo sfruttamento scellerato, unico modo per difendersi dai cambiamenti climatici che colpiscono maggiormente questa parte del mondo, la difesa della sovranità alimentare ma anche territoriale.</p>
<p>A questo proposito il presidente del Paraguay ha parlato dei pericoli che minacciano l&#8217;America Latina, ricordando come esempio il colpo di stato in Honduras: “La pace nella regione è un elemento di democratizzazione che stanno vivendo i nostri paesi, contro <strong>i tentativi di destabilizzazione</strong>. Lo scontro diretto non fa parte della nostra agenda e ne è prova il caso Colombia-Venezuela”. Il presidente dell&#8217;Uruguay, José Mujica, ha sottolineato il fatto che non esiste un solo modello di democrazia, e oggi si devono tenere in considerazione una molteplicità di modelli: “La libertà deve essere pensata partendo dalla diversità” &#8211; ha aggiunto Mujica.</p>
<p>Evo Morales, presidente dello Stato Plurinazionale di Bolivia, ha messo in evidenza i risultati economici raggiunti dal suo governo: “Negli ultimi 40 anni la Bolivia aveva una situazione permanente di deficit fiscale, ora è un paese con entrate medie e questo grazie al recupero delle risorse naturali e al fatto di essersi liberato dai condizionamenti del G7 e del Fondo Monetario Internazionale &#8211; ha dichiarato Morales &#8211; questa è una ribellione democratica contro l&#8217;imperialismo, e adesso stiamo meglio di prima”.</p>
<p>Rispetto ai <strong>cambiamenti climatici</strong> il presidente boliviano ha denunciato gli effetti che sta subendo il suo paese e quelli a livello globale: “Incendi, inondazioni, siccità, fenomeni mai visti prima in alcune parti del mondo stanno aumentando e aumenteranno ancora &#8211; ha detto Morales &#8211; e di fronte a questa situazione il capitalismo anziché ridurre i gas effetto serra, pensa a salvare e aumentare i suoi affari attraverso il mercato del carbonio, direttamente collegato ai nostri boschi. Per questo siamo giunti alla conclusione che in questo secolo è importante <strong>difendere la madre terra per difendere i diritti umani</strong>”.</p>
<p>Tra le tematiche più interessanti di questa settimana all&#8217;insegna della ricerca di alternative plausibili all&#8217;attuale modello di sviluppo, ci sono sicuramente <strong>la questione agrobusiness e sovranità alimentare</strong>. Diverse organizzazioni campesine e indigene e ambientaliste come la Coordinadora Latinoamericana de Organizaciones del Campo (CLOC) Vía Campesina (VC) il Grupo Erosión Tecnología y Concentración (ETC), Amigos de la Tierra e Grain si sono trovate d&#8217;accordo nella necessità di lottare insieme contro l&#8217;espansione dell&#8217;agrobuisness in America Latina, pratica che tende ad impossessarsi delle terre più per produrre alimenti per gli animali e combustibili da utilizzare come fonti energetiche che per nutrire gli esseri umani, provocando non solo seri danni al territorio e al clima ma anche lo spostamento di milioni di famiglie di campesinos e indigeni costretti a rifugiarsi nelle città.</p>
<p>Martín Drago di Amici della Terra Uruguay, ha dichiarato che “<strong>l&#8217;agrobuisness si sta appropriando della biodiversità dei popoli</strong> attraverso le grandi multinazionali, le banche il commercio internazionale, dominando i modelli di consumo e i prezzi degli alimenti a livello mondiale”. Ha poi criticato le grandi organizzazioni come il Fondo Monetario Internazionale ma anche la FAO e la Banca Interamericana per lo Sviluppo che secondo l&#8217;attivista “non sono al servizio della gente ma rispondono gli interessi delle aziende. Questo crea un&#8217;architettura internazionale attraverso i trattati di libero commercio e costringono i paesi a rinunciare alla propria sovranità” &#8211; ha aggiunto Drago.</p>
<p>Spiegando il sistema per cui le eccedenze della produzione industriale e i profitti del sistema finanziario confluiscono verso l&#8217;agricoltura facendole perdere la propria autonomia e rendendola un settore sul quale investire per continuare ad accumulare capitali, Drago ha parlato di <strong>una vera e propria offensiva contro l&#8217;agricoltura campesina</strong>: “La frontiera agricola è globale, si perdono agricoltori e contadini, che si trasformano in mano d&#8217;opera o sfollati. Gli alimenti diventano merce per riprodurre il capitale”. Monsanto, Bayer, Syngenta, Cargill, Dreyfus, sono tra le principali multinazionali responsabili di questa tendenza, “questo investimento di capitali implica un flusso continuo di capitale verso il settore agricolo che diventa un settore appetibile nel quale investire”.</p>
<p>E questo ha un impatto negativo sugli esseri umani, sopratutto non aiuta a combattere la fame. Il leader di Amici della Terra ha citato i dati della FAO secondo i quali nel mondo si producono sufficienti alimenti per alimentare tutto il pianeta, tuttavia ci sono più di un miliardo di persone che soffrono la fame.</p>
<p>Altra questione affrontata è quella delle <strong>coltivazioni monocoltura</strong> dove il modello di produzione è impostato verso l&#8217;esportazione su larga scala. Diffusosi negli ultimi decenni in America Latina, questo modello ha riempito i campi del continente di monocolture e piantagioni transgeniche, provocando la devastazione delle terre coltivate da contadini e abitate da indigeni ma anche la perdita della biodiversità, riducendo la terra utilizzabile dalle famiglie. Un esempio fatto nell&#8217;incontro paraguayano è stato quello del Costa Rica, dove si sta vivendo una vera e propria catastrofe ambientale e rurale per la coltivazione dell&#8217;Ananas per il mercato internazionale, principalmente per quello europeo.</p>
<p>Gustavo Oreamuno dell&#8217;organizzazione costaricana Ditso ha parlato di coltivazioni di ananas che si estendono per 42 mila ettari nel 2009 nel suo paese, piazzandosi al quarto posto tra i prodotti esportati e la prima per estensione. Oreamuno ha spiegato che la produzione dell&#8217;ananas negli ultimi 20 anni è aumentata del 7600%, coltivazioni che hanno un alto costo per le comunità e altissimi profitti per le multinazionali esportatrici. “E&#8217; nata la necessità di organizzarsi da parte delle comunità, per far fronte alle espropriazioni della terra dei contadini per le coltivazioni dell&#8217;ananas e per rivendicare la sovranità alimentare” &#8211; ha denunciato il rappresentante del Costa Rica.</p>
<p>Gli attivisti hanno sottolineato come gli effetti di questo modello sono sempre più visibili anche in campo ambientale, distruzione della biodiversità, la perdita di foreste tropicali, inquinamento e alterazioni del ciclo dell&#8217;acqua, la perdita di qualità del suolo. L&#8217;agricoltura industriale è responsabile del 25% delle emissioni di biossido di carbonio, e dell&#8217;80% di protossido di azoto nel pianeta. Per i movimenti sociali presenti al Social Forum delle Americhe l&#8217;agricoltura contadina è anche una proposta per il raffreddamento del pianeta. Insomma dal Paraguay arriva la necessità di un cambio radicale di modello che si potrebbe riassumere nelle parole di Silvia Ribeiro di Grupo Erosión Tecnología y Concentración ETC-Messico: “L&#8217;agricoltura è una cultura”.</p>
<p><em>Elvira Corona </em><em>(Inviata di Unimondo)</em></p>
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